Milan, gol e brividi. Tre punti d'oro per continuare a sperare
Emozioni, gol e - fortunatamente! - tre punti importantissimi per il Milan, che torna così alla vittoria dopo tre giornate di digiuno. Leonardo griffa il match con il suo ormai celebre “4-2-fantasia” e nel primo tempo i fatti gli danno ragione. Subito Borriello sfonda la retroguardia rossoblu, infilando Marchetti al settimo, ma dieci minuti più tardi, è Ragatzu a pareggiare i conti. Passano solo pochi giri di lancette (siamo al diciannovesimo) e Huntelaar si inventa il classico gol della domenica, pardon, del sabato, con un siluro mancino che non lascia scampo all’estremo difensore padrone di casa. Al Sant’Elia è spettacolo, con i rossoneri pericolosi e pungenti, che creano gioco e azioni in bello stile. Al minuto trentadue, però, è Matri a riacciuffare il risultato: l'attaccante rossoblu, infatti, non perdona una clamorosa ingenuità di Pirlo, che perde malamente il pallone in mezzo al campo, regalando il contropiede ai ragazzi di Allegri. Alla mezzora, dunque, sono già quattro i gol messi a segno da due squadre che si affrontano a viso aperto. La partita, di conseguenza, è bellissima.
Il Milan ripassa in vantaggio al trentottesimo con Astori, che anticipa il suo possibile arrivo in rossonero, battendo maldestramente il proprio portiere (anche lui colpevole sulla stessa azione) e firmando il più classico degli autogol. I rossoneri giocano sul velluto ma dietro la situazione è catastrofica: Favalli pasticcia al quarantunesimo e per poco non invita a nozze Cossu, che però spreca tutto malamente. Insomma, un diavolo dalle due facce, ottimo in avanti, disastroso in fase difensiva. Due facce della stessa medaglia, che, nella ripresa, si invertono pericolosamente. In attacco, infatti, i rossoneri combinano ben poco, la retroguardia, invece, è costretta agli straordinari fino al novantesimo, con i padroni di casa che spingono sull’acceleratore, sfiorando più volte il gol del pareggio. Ma il colpaccio non arriva, anche perché Nelson Dida è in giornata di grazia e, con un paio di interventi decisivi (addirittura strepitoso su Larrivey nel finale), salva il risultato. Un autentico secondo tempo di passione, dunque, per i rossoneri, che reggono l’onda rossoblu fino al fischio liberatorio del signor Brighi. Finisce 2-3, con il Milan che porta a casa una vittoria preziosa, che permette a Leonardo e company di rimanere aggrappati al treno tricolore.
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