Milan, il progetto Elliot entra nel vivo: Gazidis ci crede sempre di più

11.02.2021 20:00 di Pietro Andrigo Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Milan, il progetto Elliot entra nel vivo: Gazidis ci crede sempre di più

Tra le accuse mosse al mondo del calcio negli ultimi anni vi è stata quella di essersi distaccato dalla quotidianità dei tifosi e degli appassionati. Le cifre mirabolanti, le annose questioni finanziarie e l’importanza dei bilanci hanno spesso preso il sopravvento sulla schiettezza e la semplicità del gioco. Al di là di visioni nostalgiche, il calcio è diventata una multinazionale e le società sono diventate aziende che come tale devono essere gestite. La costruzione di un progetto vincente ha una ricetta che prevede come ingrediente principale la pazienza: ‘chi va piano, va sano e va lontano’ è stato il motto non scelto da Elliot sin dal suo arrivo a Milano. Un proverbio conosciuto ma non capito inizialmente dai supporter rossoneri, stanchi di aspettare un ritorno al vertice. Una frase digerita e dopo due anni compresa perchè la pazienza e la fiducia in Elliot hanno mostrato i risultati di una visione chiara, precisa e lineare che in un momento di confusione mondiale come questo sembra veramente ‘manna dal cielo’.

NESSUNA SCADENZA - In un mondo che vive di scadenze e ultimatum, la calma serafica di Gazidis e Elliot sono un’eccezione alla regola. Nell’intervista a Sky Sport andata in onda ieri sera, l’AD sudafricano ha insistito su come la questione tempo non sia un fattore preso in considerazione dalla proprietà americana che guarda alla costruzione di un progetto a lungo termine e sopratutto destinato a durare nel tempo. Gazidis incensa Elliot dicendo che “Ha una visione chiara. Vuole un Milan in alto, con valori locali, vincente. Vuole il Milan in uno stadio nuovo, il più bello del mondo. Elliott ha sempre detto che non c’è una scadenza. La proprietà ha supportato il club in maniera davvero forte.” Parole chiare così come gli investimenti fatti e quelli in programma: acquisti mirati, pensati e concordati non contraddistinti da quella smania da cui il calcio è perpetrato. Chi veste rossonero dovrà essere utile alla causa sin da subito e animato dalla voglia di essere milanista. Questa è la regola di base.

SENSO DI APPARTENENZA -  Tra le accuse inizialmente mosse a Gazidis vi era quella di essere distaccato dalla storia e dalla quotidianità rossonera e di essere concentrato solamente sulla sfera professionale. Per chi vive il Milan come una sorta di religione non è stato facile comprendere le ragioni di Gazidis ma il suo cambiamento, visibile e tangibile, ha riavvicinato la sua figura al tifo rossonero. Le sue parole non lasciano spaziosa interpretazioni sul suo orgoglio di essere rossonero: "Io voglio far parte di questo club e voglio contribuire a riportarlo tra le grandi squadre internazionali. Sono orgoglioso, mi sento tifoso, oggi mi sento davvero milanista. Ho un sentimento molto forte per questa società. Non è una sfida finanziaria, ma la sfida della mia vita. Amo il calcio sin da piccolino. Il Milan per me rappresenta qualcosa di speciale. Una chance unica al mondo per me. Abbiamo vissuto dei momenti duro, ma adesso siamo qui. Sono orgoglioso e mi sento privilegiato”.