Pato suona la carica: "Punto su di me"
Alexandre Pato (20) suona la carica: il Milan può vincere tutto e non è inferiore a nessuno, nemmeno all'Inter. Da qui l'invito a puntare 100 euro sui rossoneri, nonostante sulla carta sembrano esserci squadre decisamente superiori. Il "Papero", arrivato nel 2007 (anno di grazia del team rossonero), si appresta a vivere la sua quarta stagione con il Diavolo, stagione in cui è convinto di essere protagonista: "Su chi punto? Un solo nome: Pato. So di essere al massimo e so che questo sarà l’anno giusto. Se il Milan funziona come squadra, e funzionerà, allora anch’io posso rendere al meglio". Il ventenne carioca, dunque, non sembra voler avvertire le sirene di Real Madrid e Chelsea, volenteroso di vincere con la maglia rossonera, conscio dei suoi mezzi e delle sue potenzialità: "Mai pensato di andare via dal Milan, lo giuro". Nonostante l'esuberanza giovanile, in ogni caso, la prossima stagione potrebbe essere veramente quella della consacrazione per il giovane brasiliano che, nell'anno passato, ha disputato uno splendido girone d'andata, bloccandosi però senza sosta nella seconda parte del campionato: "Sono stato bene fino al dicembre 2009, poi mi sono infortunato e non mi sono curato bene. Ecco perché ho avuto qualche ricaduta. Ho sofferto moltissimo a stare fermo: guardare gli altri giocare è molto triste".
Pato, dunque, è pronto a farsi carico dello status di "stella" della squadra, proprio nel momento in cui Ronaldinho, per un motivo o per l'altro, sembra stia passando il testimone. Il Gaucho, come dichiarato dallo stesso Berlusconi, dovrebbe restare in rossonero, ma le parole di Roberto De Assis, decisamente poco confortanti, tengono aperti ancora vari spiragli. Pato, sull'argomento, non sembra voler esporsi: "Se Dinho resta? Io mi chiamo Pato, chiedete a lui". Infine una piccola considerazione sul ruolo da adottare in campo, dopo che il presidente rossonero non ha certo risparmiato critiche alla posizione di laterale destro adottata nel corso dell'ultima annata con Leonardo: "Seguo sempre quello che mi dice l’allenatore. Comunque mi piace stare vicino alla porta per fare gol. Prima o seconda punta non fa differenza". Condivisibile, dunque, la volontà di Berlusconi di osservare Pato più vicino all'area di rigore, essendo il brasiliano assolutamente famelico in zona gol: tuttavia, spezzando una lancia a favore di Leonardo, la posizione da esterno destro era dettata da una mancanza di velocità ed incursioni sulla fascia di percorrenza. Pato è il presente e, come tutti si augurano, anche il futuro del Milan: la prossima stagione, nonostante il regime di austerity conclamato, potrebbe riservare comunque delle note liete... il giovane brasiliano ne è certo.
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