Personaggio in cerca d'autore
Un esperimento fallito. L’idea presidenziale di vedere Kevin-Prince Boateng come centravanti è naufragata nuovamente nella bambola presa dal Milan all’Olimpico contro la Roma. Il ghanese, ancora una volta, ha dimostrato che quel ruolo, per caratteristiche, ritmo e movimenti, non lo sa fare. La fisicità forse si, quella c’è, ma è tutto il resto che manca e basta vedere come si muove Giampaolo Pazzini dentro i 16 metri, per capire la differenza tra i due. Con il nuovo 4-3-3 varato da Allegri, che ha mandato in soffitta il 4-2-3-1, Boateng si gioca una maglia proprio con Pazzini e anche con Bojan ma, nel 2013, nell’analisi tecnico-tattica che l’allenatore rossonero farà con Galliani, il nodo Boateng dovrà essere risolto.
Perché il Boa non è il classico numero 10 di classe ma un centrocampista adattato il quel ruolo. Nel nuovo scacchiere tattico la sua posizione potrebbe essere quella di mezz’ala nella mediana a tre dove, partendo fronte alla porta e con qualche metro in più davanti, potrebbe prendere quella velocità nell’inserimento che nell’anno dello scudetto lo hanno fatto rendere in maniera inaspettata. Ma l’addio di Ibrahimovic, giocatore fondamentale per far rendere al meglio il ghanese, ha costretto il Milan a cambiare inevitabilmente pelle. Il Boa questo deve capirlo anche perché l’anno nuovo sarà fondamentale per una sua eventuale conferma.

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