Pioli tra oasi felice e duro lavoro, il futuro del Milan è in ottime mani

14.05.2021 20:00 di Manuel Del Vecchio Twitter:    Vedi letture
Pioli tra oasi felice e duro lavoro, il futuro del Milan è in ottime mani
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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Dopo un anno straordinario, fatto di gol, giocate e partite entusiasmanti, la paura di tanti è stata che il Milan potesse gettare via una stagione passata tra primo e secondo posto. Dopo la sconfitta con la Lazio i rossoneri si sono ritrovati, quasi all'improvviso, al quinto posto. E via di processi, cacce al colpevole e smania di dover rifare tutto da capo. Calma. Il Milan è in crescita, fuori e dentro al campo, e non sono di certo una serie di risultati poco positivi a rendere vano il lavoro iniziato ormai 18 mesi fa. E infatti, ancora una volta, mister e giocatori hanno trovato la soluzione: in soli quattro giorni la città di Torino è caduta sotto i colpi di un Diavolo mai domo: l'obiettivo Champions è lì, dietro "l'ultima salita da 3 km".

OASI FELICE - “Siamo a 3 km dalla vetta, finché non sei su… Può succedere di tutto in salita. Due settimane fa ci davano tutti per mezzi morti, adesso abbiamo il destino nelle nostre mani. Ho sempre detto ai ragazzi che ho avuto la fortuna di allenare non un gruppo qualsiasi, un gruppo che si è costruito da solo. Il club ci ha sempre protetto, a Milanello si sta bene. È un gruppo speciale, si stimano e si vogliono bene. La squadra lo merita e lo merita il club, nella situazione difficile in cui abbiamo vissuto il club è stato fantastico, dalla proprietà all’area tecnica. Milanello è un’isola felice. Stiamo costruendo qualcosa che ci può dare frutti immediati e che ci darà tante cose per il futuro”. Come al solito mister Pioli è lucido ed equilibrato nell'affrontare la situazione, non senza togliersi qualche piccolo sassolino dalla scarpa e ovviamente dichiarandosi riconoscente alla società. La stessa società che 10 mesi fa tornò sui suoi passi e confermò il tecnico emiliano a scapito di opzioni più esotiche e stravaganti, società che è riuscita finalmente a dar continuità all'area tecnica e a capire ancora meglio le dinamiche del mondo del calcio.

CRESCITA, INSIEME - Gazidis, Maldini, Massara e Pioli, tutti insieme per il Milan e con il Milan. Dice bene il mister: Milanello è un'isola felice. Un luogo di calcio in cui si pensa solo al calcio, uno scorcio di luce per i giocatori in un momento di grande difficoltà globale. Nel centro sportivo di Carnago non manca e non mancherà mai nulla, il club rossonero si adopera per far sì che i giocatori possano concentrarsi solo sul loro lavoro. Detto così sembra quasi superfluo, scontato, ma quello del calcio è un mondo quasi etereo, con delle regole a sé stanti e una situazione del genere non è scontata: un ambiente di questo tipo di solito è sempre alla base di un progetto vincente. Dopo più di 7 anni, non ce ne vogliano scaramantici e superstiziosi, il Milan è ad un passo dal sentire di nuovo quella musichetta con un gruppo giovanissimo, il più giovane d'Italia, e allenatore e dirigenti che sono cresciuti insieme. Mister Pioli è stato sorprendente per come si sia preso col duro lavoro e le sue idee il mondo rossonero, Paolo Maldini, con la discrezione e la classe che lo contraddistingue, si è messo di fianco una vecchia volpe come Frederic Massara, stakanovista e grande conoscitore di calcio, e ha iniziato a costruire una rosa, tra le tante difficoltà economiche del periodo storico, futuribile ma già competitiva. Non sappiamo quando e come sia successo, ma è evidente che sui prati verdi, verdissimi di Milanello sia nato un qualcosa che negli ultimi anni, purtroppo, non si è mai visto.

FUTURO - Dicevamo prima: vergogna, catastrofe, finito tutto. No. Dopo le brutte uscite contro Sassuolo e Lazio mister Pioli è stato capace di reinventare ancora una volta la squadra, smentendo chi lo accusava di essere troppo innamorato delle sue idee per poterle cambiare. E così spazio a Brahim Diaz con Calhanoglu largo a sinistra. Una mossa "semplice" sulla carta, ma che ha ridato vita e forza a squadra e giocatori. Il Milan ora imposta a tre, Calabria, Kjaer e Tomori, con Theo che parte più avanti. Calhanoglu entra in mezzo al campo, avvinandosi a Diaz, e crea così un quadrato di palleggio con Bennacer e Kessie. Una mossa che ha sorpreso sia Juventus, letali i movimenti per riempire e svuotare gli spazi centralmente, e il Torino, che ha sofferto in modo mortale la riaggressione alta del Diavolo e le scorribande sulla fascia di Theo. Pioli, da sempre considerato un buon allenatore ma mai al top, ha dimostrato non solo di essere a suo agio a livelli più alti, ma anche di poter far crescere il suo gruppo crescendo con lui. In attesa della partita di domenica sera, che dovrà mettere ufficialmente fine alla rincorsa Champions, le premesse per il futuro rossonero sono più che rosee.