Porte in faccia
Il desiderio di tornare nella squadra che l’ha svezzato, la voglia di poter dimostrare a tutti di non essere ancora finito, la speranza di tornare nella città che lo ha amato e glorificato. Ricardo Kakà punta a tornare al Milan, al di là delle frenate di facciata da una parte e dall’altra, per scrollarsi dalla maledizione che lo attanaglia dal momento in cui ha svuotato l’armadietto a Milanello. Il brasiliano ha dovuto anche fare i conti con insistenti infortuni che lo hanno tartassato per tutta la passata stagione. Mourinho non è sicuro di tenerlo, anzi, voci vicino al club della capitale parlano di un probabile addio entro la fine dell’estate. Il Chelsea finchè c’era Ancelotti lo ha richiesto più volte, ma il club di via Turati è sempre in cima ai desideri del brasiliano, soprattutto per una questione sentimentale. Allegri ha però chiaramente spiegato di non poterlo integrare in rosa.
“Kakà? Ho già 7 attaccanti, con lui sarebbero 8, come potrei fare?”. Di certo la problematica principale, prima di quella tattica, è di natura economica. Kakà costerebbe troppo e anche se riducesse l’ingaggio considerevolmente, avrebbe ancora uno degli stipendi più alti della squadra. Inoltre Allegri non saprebbe dove collocarlo, in un meccanismo ben collaudato che ha portato la squadra a vincere il 18esimo titolo della propria storia dopo 7 anni di digiuno. Per Kakà, almeno fino ad oggi, non c’è più spazio. L’ex pallone d’oro fa parte del passato milanista e Allegri vuole guardare con sguardo fiero solo al futuro.
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