Re Ibra e il boato della curva: il Milan ai suoi piedi
Ha realizzato l'ennesimo gol dell'ex, dopo quelli rifilati ad Ajax e Juventus. Ancora una volta, ha caricato sulle sue spalle il peso dell'intero attacco. Soprattutto, ha risolto il derby, spostando, dopo due anni, l'equilibrio della stracittadina a favore dei rossoneri. Zlatan Ibrahimovic, un nome, una garanzia, un nuovo idolo della curva milanista. Un'altra prestazione da incorniciare per il genio svedese, che, nei minuti finali, letteralmente stremato, dopo aver faticato a destra e a manca, ha anche chiesto il cambio. Invece, è rimasto stoicamente in campo, fino alla fine, raccogliendo l'abbraccio di tutti i compagni e di un'intera tifoseria.
"Abbiamo vinto meritatamente - ha dichiarato l'ex Barça in conferenza stampa, nel cuore del Meazza -. Dopo il gol potevamo farne altri due ma alla fine va bene così". Protagonista di uno scontro con Materazzi (il centrale nerazzurro ha avuto la peggio), Ibra si giustifica così: "E' stato uno scontro duro, siamo entrati al 50 e 50 e lui è rimasto giù". Insomma, vale la legge del più forte: la fisicità e la classe di un fenomeno puro, che non ha certo esitato al cospetto di un rigore tanto pesante quanto decisivo, che avrebbe intimorito chiunque: "Non è stato facile calciarlo sotto la curva dell'Inter ma quando è entrato, ed ho sentito il boato della mia curva, ero felice. Il gol ha dato grande fiducia alla squadra ed abbiamo meritato di vincere". La firma del Campione, la griffe di un uomo sempre più decisivo. Re Ibra, il Milan è ai tuoi piedi.
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