Reparto di equivoci: Baka no mezz'ala, Kessié senza doppioni. Paquetá va sprigionato e Biglia...

Reparto di equivoci: Baka no mezz'ala, Kessié senza doppioni. Paquetá va sprigionato e Biglia...MilanNews.it
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domenica 31 marzo 2019, 16:30Primo Piano
di Daniele Castagna

L'esperimento non ha funzionato. Bakayoko più Biglia non ha portato i frutti previsti da Gattuso nelle ultime settimane di studio ed analisi. Il francese ha confermato le ipotesi di inizio stagione sul ruolo da mezz'ala: lì non funziona, semplicemente non è casa sua. Direte, basta spostare un giocatore per perderlo tatticamente e tecnicamente? La risposta è sì, tesi confermata dall'enormità di 9 palloni persi contro i soli 3 di Linetty-Vieira-Praet tutti sommati insieme. Il tema Bakayoko apre un'analisi ben più profonda sullo status attuale del centrocampo del Milan, un reparto stranamente plasmato su equivoci. Tanti equivoci. 

Contro la Sampdoria, il tecnico di Corigliano Calabro ha optato per una mediana a tre con Bakayoko mezz'ala destra, Biglia volante alla sudamericana e Çalhanoglu mezz'ala sinistra. Un trittico calpestato e schiacciato dagli avversari blucerchiati, che sembravano andare al doppio della velocità e della gestione dei passaggi. Bakayoko mezz'ala ha tolto un uomo al Diavolo, con scorribande offensive (fondamentali nel ruolo) praticamente nulle ed una difficoltà di adattamento al nuovo quartiere di gioco che ha creato danni nel controllo della sfera. La coesistenza fra il francese e l'argentino va riequilibrata e modificata, ma non in un centrocampo a tre. O schierati a due, uno fianco all'altro, oppure alterni davanti alla difesa in un centrocampo classico gattusiano. In termine di pensiero logico, con un progetto a lungo termine, il Milan dovrebbe tornare a schierare Bakayoko (classe 1994) in solitaria davanti alla difesa con Lucas Biglia (classe 1986) in panchina, con un ruolo cestistico del 'sesto uomo': se serve entri e ti fai trovare pronto.

Ma il discorso è molto più ampio e si allarga anche sulle figure di Kessié, Paquetá e l'assenza di riserve. Il ritorno dalla Costa d'Avorio e l'unico allenamento nelle gambe hanno privato il Milan di Franck Kessié che, può non piacere ai più, possiede caratteristiche uniche in tutta la batteria dei centrocampisti. L'ex Atalanta è l'unico che corre senza fermarsi, sa far legna e, al tempo spesso, occupare l'area avversaria con incursioni dalla destra. Che i piedi non siano quelli in dotazione di un fuoriclasse è palese, ma nessuno come il classe '96 nel Milan sa fare tutte queste cose insieme. Con l'ivoriano out, Gattuso non ha avuto altre opzioni che inserire Bakayoko fuori posizione, a causa di una panchina che non prevede sostituti naturali per Franck: Bertolacci ha dimostrato di non essere all'altezza di una squadra che viaggia per la Champions, Mauri ha altre qualità, Bonaventura si rivedrà nella prossima stagione e Montolivo è fuori considerazione.

Chiusura finale su Lucas Paquetá. Il brasiliano è subentrato a gara in corso al 71', con circa venti minuti per lasciare il segno. L'impatto è stato positivo ma la disposizione tattica 'spettinata' dei compagni non ha facilitato l'impresa. L'heatmap del verdeoro sottolinea come l'ex Flamengo abbia agito da trequartista vero, alle spalle delle punte, in una zona di campo dove potrà sprigionare tutta la propria fantasia. È un tentativo che va obbligatoriamente rivisto nelle prossime gare, dove il Diavolo avrà bisogno di tutta la qualità possibile per liberare l'istinto da killer di Piatek, anche ieri abbandonato dai compagni. Un 4-3-3 di partenza fluido, con Kessié, Bakayoko e Paquetá in grado di cambiare volto al sistema di gioco in corso in caso di sfide da attacco totale: brasiliano avanti di qualche metro dietro la punta di riferimento, con Franck e Tiémoué bloccati a formare una diga. Una concezione calcistica che permetterebbe al Milan di avere sempre due opzioni variabili lungo i novanta minuti. Tutte armi necessarie per il rush finale per la Champions League.