SHEVA: "Sono tornato dopo due anni di buio"
La Gazzetta dello Sport propone l'intervista alla punta rossonera Shevchenko:
Secondo lei il Milan gioca bene? "Possiamo fare meglio, ma non siamo neanche a metà stagione e abbiamo la possibilità di recuperare i 6 punti che ci dividono dall'Inter. Siamo partiti convinti di poter vincere campionato e Coppa Uefa e non abbiamo cambiato idea in queste settimane. Nel calcio ci vuole anche fortuna: a Bergamo l'abbiamo avuta, a Lecce, per esempio, no. Ma non bastano questi episodi per diminuire la nostre convinzione".
La sua convinzione, invece, sembrava ai minimi termini. Spesso si è parlato di un giocatore in difficoltà dal punto di vista psicologico... "Mah, a volte mi chiedo come nascano certi discorsi. Io non ho nessun problema psicologico. Prima avevo noie fisiche, per quello non stavo bene in campo. Nell'ultimo anno ho avuto due operazioni, ho sofferto per una protrusione del disco. Se ricordo com'ero in Inghilterra e penso a come sto ora, mi rendo conto della strada che ho fatto. Al Chelsea, c'è stato un periodo in cui non riuscivo a muovermi senza dolore. Sembrava che gli altri andassero in macchina e io in motorino".
Che cosa si aspetta adesso? "Mi aspetto di migliorare e di fare un paio d'anni ad alto livello. Io so che ci riuscirò, in questi mesi ho lavorato duramente e non mi sono mai perso d'animo. Nella vita tutto cambia, tutte le cose finiscono. Ma io posso ancora dare e prendermi molte soddisfazioni con il calcio. Dopo due anni di buio, lo devo a me stesso e a quelli che mi vogliono bene. E in questi mesi in Italia ho avuto modo di rendermi conto che tanta gente non mi aveva dimenticato".
La sua convinzione, invece, sembrava ai minimi termini. Spesso si è parlato di un giocatore in difficoltà dal punto di vista psicologico... "Mah, a volte mi chiedo come nascano certi discorsi. Io non ho nessun problema psicologico. Prima avevo noie fisiche, per quello non stavo bene in campo. Nell'ultimo anno ho avuto due operazioni, ho sofferto per una protrusione del disco. Se ricordo com'ero in Inghilterra e penso a come sto ora, mi rendo conto della strada che ho fatto. Al Chelsea, c'è stato un periodo in cui non riuscivo a muovermi senza dolore. Sembrava che gli altri andassero in macchina e io in motorino".
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Giornalista sportivo e direttore di MilanNews.it, punto di riferimento per notizie, approfondimenti e aggiornamenti sul mondo AC Milan. Collabora inoltre con il Corriere dello Sport.
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