Tormentone Dinho: ecco il vero problema
Non c'è fuoriclasse che non abbia bisogno del supporto della squadra: le qualità tecniche devono essere sempre suffragate dalla disponibilità ai compagni. Piaccia o no, questo è il pensiero di Massimiliano Allegri, in chiaro riferimento a Ronaldinho, chiamato ancora una volta al ruolo di astro più lucente della formazione rossonera. A tenere banco, tanto da diventare quasi un tormentone, nelle ultime ore è il dibattito sulla posizione che il Gaucho deve ricoprire in campo per dare il massimo. Berlusconi lo vuole a ridosso dell'area di rigore o dietro le punte, la storia insegna che il brasiliano è devastante quando parte largo a sinistra e punta le difese avversarie, Allegri ha invece affermato che "Ronaldinho può rendersi pericoloso sia largo a sinistra sia in mezzo. Deve fare la differenza.
La squadra deve supportarlo, ma lui deve mettersi a disposizione dei compagni". Nel frattempo - mentre il tecnico livornese parlava di disponibilità al sacrificio - R80, stremato dal viaggio intercontinentale, schiacciava un pisolino nella propria camera di Milanello. La realtà è che il vero punto di domanda non è relativo alla posizione in cui l'ex Barça verrà schierato, ma la sua voglia di mettersi in discussione e, soprattutto, di sottoporsi ad allenamenti duri valevoli a ritrovare lo smalto fisico. Se c'è questo desiderio, allora Dinho può giocare dovunque e, come sottolineato da Allegri, farà la differenza.
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