Un 2010 da incubo
Il comunicato ufficiale di ieri mette con tutta probabilità la parola fine al 2010 calcistico di Alexandre Pato: lo stop di sei settimane per la lesione riportata durante il match contro il Palermo, lascierebbe al bomber verdeoro qualche speranza di rientrare per l'ultima sfida dell'anno solare contro la Roma, ma, visti i ripetuti fastidi muscolari del Papero, sembra improbabile che si tenti di affrettare il suo recupero, mettendo ancora una volta a repentaglio la sua integrità fisica.
Il suo bottino per quanto riguarda le gare ufficiali disputate in questo anno recita così 19 presenze e 11 gol. Uno score importante per qualsiasi giocatore classe 1989, ma non per il formidabile talento ex Internacional, che ha collezionato anche 3 reti in altrettante amichevoli con la Selecao nella nuova era di Mano Menezes. Proprio la centralità nel nuovo progetto del CT brasiliano sembra essere l'unico motivo per sorridere.
Pato aveva iniziato il 2010 già acciaccato, rientrando il 12 Febbraio contro l'Udinese con tanto di rete all'attivo: alla fine del mese, i centri saranno ben cinque in altrettante gare, ma la doppietta con l'Atalanta segna il nuovo stop muscolare. Il ritorno in campo è da incubo: il 21 Marzo, l'attaccante gioca appena un quarto d'ora contro il Napoli prima di uscire per una clamorosa ricaduta. Con una stagione ormai compromessa, il Papero disputa a Maggio le ultime due gare contro Genoa e Juventus, perdendo anche la chiamata di Dunga per il Mondiale.
Si arriva così alla nuova stagione.
Lo spavento durante la fase di preparazione negli Usa, dovuto ad un fastidio alla caviglia, si scioglie alla prima giornata del campionato 2010/2011 con la doppietta nel 4-0 al Lecce di fine Agosto. Ma la sfortuna è dietro l'angolo: a metà Settembre, nella gara con l'Auxerre, Pato subisce l'ennesimo acciacco. Questa volta l'attesa per ritrovarlo in campo è abbastanza breve ma, dopo la doppietta al Chievo, il brasiliano entra in una preoccupante fase di involuzione tecnica: dopo 4 gare anonime, Allegri lo spedisce in panchina a Bari.
Al San Nicola, il Papero entra e segna, dimostrando di non aver perso il feeling con il gol. La rete nella partita successiva contro il Palermo sembra confermare il pieno recupero ed invece il pubblico rossonero è forzato a vederlo nuovamente sofferente, costretto all'ennesimo cambio per infortunio.
Senza mezzi termini, il 2010 può essere archiviato come un vero calvario per il numero 7. L'auspicio di tutto l'ambiente rossonero è unico: dopo le troppe visite in infermeria, si spera che il Papero abbia smaltito tutto il carico di sfortuna, che lo ha mantenuto costantemente nel mirino durante questi 365 giorni, concedendo ai tifosi di poter ammirare a pieno il suo talento per la decisiva seconda parte della stagione.
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