Una macchina inarrestabile

Una macchina inarrestabileMilanNews.it
© foto di Alberto Fornasari
mercoledì 24 novembre 2010, 16:00Primo Piano
di Antonio Vitiello

Quando si dice un momento magico. Dopo aver conquistato la vetta della classifica in campionato grazie a quattro vittorie consecutive, il Milan si è regalato la qualificazione agli ottavi di finale di Champions con un turno d’anticipo risolvendo anche il caso Ronaldinho. Poteva essere l’unica nota stonata di un’orchestra che ormai suona a memoria, tanto che Allegri non la vuole più toccare. Il Milan dei mediani; il Milan che si permette di lasciare fuori Ronaldinho e vince grazie a un calcio meno spettacolare, ma più concreto; il Milan di Ibrahimovic che risolve da solo le partite prendendosi sulle spalle tutto l’attacco. Anche ad Auxerre è andata così, con i rossoneri che senza brillare particolarmente hanno controllato la gara in scioltezza andando a colpire i modesti avversari grazie all’undicesimo gol rossonero dello svedese, il quarto consecutivo. Se Zlatan riuscirà a giocare contro squadre tipo Real Madrid come ha fatto nella doppia sfida ai francesi, puniti tre volte in due gare, il Milan potrà seriamente pensare di arrivare fino in fondo anche in Champions. Intanto è già una bella soddisfazione aver reso inutile l’ultima gara con l’Ajax, cosa che permetterà ai rossoneri di pensare solo al campionato fino a febbraio. Ad Auxerre c’era il rischio di sottovalutare l’avversario e tirare un po’ il fiato dopo le fatiche di campionato, ma il Milan di Allegri ha dimostrato di essere ormai maturo anche nella mentalità.

Il tecnico livornese non ha voluto sentir parlare di turnover, affidando ancora il centrocampo ai nuovi-vecchi moschettieri Ambrosini-Gattuso-Flamini sempre più affiatati, anche se la mancanza di piedi buoni si è fatta sentire in certe occasioni, vedi gol sbagliato da Gattuso nel primo tempo. Il passo indietro di un Seedorf spento, unito alla prestazione discontinua di Robihno, hanno fatto innervosire Ibra prima del gol. Lo svedese iniziava a spazientirsi perché si sentiva solo davanti, ma poi è arrivato il lieto fine. Lietissimo con Ronaldinho. Si stava già parlando della rottura tra il brasiliano e Allegri che non lo faceva entrare nemmeno quando il Milan passato in vantaggio aveva il controllo della gara forse per punizione dopo la notte brava di settimana scorsa, ma quando a una squadra gira tutto bene, succede anche che Ibra, stremato, chieda il cambio e Ronaldinho, unico attaccante in panchina, entri al suo posto trovando in pochi minuti il bellissimo gol del 2-0. Dall’applauso a bordo campo per il gol di Ibrahimovic al balletto con Robinho per festeggiare il ritorno al gol dopo sei mesi e forse l’inizio di una nuova era. Il Milan dei mediani ha bisogno anche di Ronaldinho.