Una strana sindrome post-vantaggio
Soffrire, bloccarsi, andare in confusione e perdere un po' la testa dopo aver preso gol, può anche starci, sempre, però, nei limiti, perché il valore di un'ottima squadra si vede anche, e soprattutto, da queste piccole/grandi cose. Patire, invece, e lasciarsi andare dopo essere passati al comando, magari dopo aver giocato bene e dominato il match, è abbastanza paradossale. Eppure, dati alla mani, è un po' quello che succede al Milan, colpito da una strana sindrome post-vantaggio. Detto delle palesi difficoltà riscontrate una volta subito gol (basta pensare a tutte quelle partite - Cesena, Catania, Ajax, Juventus - ampiamente alla portata e mai recuperate), i rossoneri, in questa stagione, hanno spesso mostrato evidenti lacune sotto il piano della gestione del risultato, proprio dopo aver sbloccato la partita. Cali di concentrazione? Rilassamento improvviso? Eccessiva sicurezza? O forse una insolita "paura di vincere"? Ci sta tutto. Un problema più volte evidenziato dallo stesso Allegri, che, per esempio, alla vigilia del match con il Palermo, aveva dichiarato: "Dobbiamo cercare di rimanere concentrati per tutti i novanta minuti, perché se no, anche come è successo a Bari, rischiamo di far rientrare in partita gli avversari". Ma, proprio contro i rosanero, Ibra e compagni, nonostante il vantaggio griffato Pato, hanno sofferto, soprattutto nella ripresa, il ritorno degli ospiti. Poi la reazione, con il 2-1 e il 3-1 finale. Ma il commento del tecnico toscano, nel dopo partita ("Siamo stati troppo leziosi sull’1-0"), riassume alla perfezione il problema caratteriale di una squadra ancora tutta da inquadrare, soprattutto sotto l'aspetto della freddezza, del cinismo.
Tanti gli esempi: con la Lazio, la rete di Ibrahimovic svegliò i padroni di casa, o meglio, placò gli animi dei rossoneri. Idem col Genoa. A Napoli, dopo una mezzora di gioco praticamente perfetta, impreziosita dalla rete di Robinho, i partenopei, inesistenti fino a quel preciso momento, iniziarono a martellare la porta di Abbiati. Con il Real Madrid, dopo l'eccezionale rimonta da 0-1 a 2-1, l'improvviso vantaggio tappò le ali proprio al Milan, che subì nel finale il pareggio di Pedro Leon. Un calo repentino, un diverso approccio al match, che trasforma il diavolo da così a così nel giro di pochi minuti. Ok, bisogna anche considerare la reazione degli avversari, ma il cambio di personalità che assale i rossoneri dopo aver sbloccato la situazione, è davvero strano: due facce della stessa medaglia che si alternano, nel corso dei novanta minuti, con una frequenza impressionante. "Quando la partita diventa semplice tendiamo a rilassarci, a farci recuperare il risultato", ha detto ancora Allegri. Insomma, una sfumatura di grande importanza, da tenere bene sott'occhio, anche perché, già domenica nel derby, certi atteggiamenti controversi non passeranno inosservati.
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