Allegri, una conferma che sorprende. A Napoli rebus modulo. E sulla visita di Berlusconi...
Immagino, e sono purtroppo giustificati, i commenti ironici, dopo il rigore sbagliato e la prestazione contro la Fiorentina. Di tutti coloro che avranno letto, una settimana fa, il mio atto di fede nei confronti di Pato. Mi dispiace per il giovane brasiliano e per il Milan, che la splendida storia cominciata 5 anni fa, stia immalinconendosi e forse chiudendosi, senza un moto di orgoglio, di rabbia positiva, di furore agonistico del caro Patinho. Nonostante la rete contro il Malaga e la giusta, almeno secondo me, conferma contro i viola, la crescita verso la miglior forma appare ancora molto lenta e spesso condizionata da alti, pochi, e bassi, tanti. Mi pare impossibile che Pato abbia perso completamente il suo scatto, l’efficacia del suo dribbling, la classe che ha stupito il mondo. Per il povero Allegri, ora non sarà facile ripresentarlo in campo, soprattutto a San Siro, dove i tifosi, che lo hanno sempre amato ed aspettato, ormai sono scettici sulle aspettative future. Ora comunque spetta solo a Pato, in allenamento e in partita,tornare a bruciare l’erba, far cambiare idea a chi lo da per un giocatore impoveritosi, diventare un protagonista di questo Milan.I o lo aspetto ancora, ma non voglio fare la fine di Godot!
Veniamo però al tema più bruciante della settimana, la conferma di Allegri sulla panchina del Milan, una conferma che mi ha sorpreso dopo il molle approccio alla fondamentale partita contro la Fiorentina. Mi ha sorpreso perché, per la prima volta, ho visto la squadra lontana dall’allenatore. Impressione che ha avuto lo stesso Allegri, che, secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, avrebbe urlato la sua delusione per l’atteggiamento remissivo dei suoi Ragazzi, quasi lo volessero scaricare.
E’ stata giusta la decisione di Silvio Berlusconi ed Adriano Galliani ?
La risposta è NO, se ripenso alle sue ultime scelte, a volte, contraddittorie, per quanto riguarda giocatori e moduli. La squadra, a causa di queste decisioni, pare confusa, distratta, balbettante, poco sicura, mostrando lacune ed errori incomprensibili per giocatori di buona caratura, che compongono la rosa.
Sembra che quasi non riescano più a seguire i dettami del loro allenatore. L’altalenanza dei risultati e soprattutto delle prestazioni non aiuta certo il morale del gruppo. Io mi permetto allora di dare un semplice consiglio ad Allegri. Affidare a 13/14 giocatori il compito di uscire da questo difficilissimo momento, scegliendoli tra coloro che possano garantire cuore, grinta, personalità, coraggio e attaccamento alla maglia, senza guardare alle capacità tecniche e alle antiche glorie di alcuno.
La risposta è SI, se i dirigenti sono convinti che non vi siano alternative valide e che Allegri possa riuscire a ricompattare il gruppo, con scelte forti e inequivocabili. L’importante che non sia una decisione a tempo, perché altrimenti si sarebbe solo perso… tempo. Certamente il Presidente è sicuro che, nel suo incontro di venerdì con i giocatori, possa ridare loro vigore, motivazioni, stimoli e morale necessari per superare sei partite bollenti in Italia ed in Europa, ricordando ai suoi ragazzi che l’allenatore non si cambia e che con lui si vince o con lui si perde, ma tutti insieme senza scarico di responsabilità da parte di alcuno.
La formazione, che affronterà il Napoli, il modulo che verrà scelto, l’atteggiamento dei giocatori diranno presto se i dirigenti rossoneri hanno visto giusto, confermando il tecnico.
L’importante che il Milan torni a giocare da squadra, che solo 5 anni fa vinceva Champions League e Coppa del Mondo, che 2 anni fa conquistava il suo scudetto numero 18. Certo i giocatori sono differenti, ma in questi anni non sono mai mutati tradizione, blasone, gloria. Tecnico e giocatori dovranno dunque sputare sangue, sudare, lottare, lo ricordino, soprattutto in nome della storia del Milan!.

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