Rinnovi: sotto con Rabiot e Pulisic. EL: “pesiamo” Tomori e Camarda. Ausilio: andrebbe al Milan ma non ora

Rinnovi: sotto con Rabiot e Pulisic. EL: “pesiamo” Tomori e Camarda. Ausilio: andrebbe al Milan ma non oraMilanNews.it
Oggi alle 00:00Editoriale
di Franco Ordine

Pavlovic è stato il primo della lista a firmare il rinnovo contrattuale. Risulta sotto sotto una sorta di prezioso riconoscimento al rendimento del serbo e in particolare alla sua crescita tecnica e professionale sulla spinta di un campionato -quello passato- vissuto da protagonista. Adesso toccherà agli altri iscritti nella lista speciale e credo che debba riguardare sia Pulisic che Rabiot, due risorse preziose.

Ecco: a proposito di Rabiot voglio qui ripetere un concetto già espresso sul Corriere dello Sport a proposito delle “pagelle” pubblicate dalla Gazzetta via Cardinale dopo Sassuolo-Milan. Con certi calciatori di grande personalità e dalla carriera onorevolissima, è cosa buona e giusta agire con qualche precauzione in più rispetto agli altri esponenti del gruppo. Perché su un punto bisogna intendersi prima di addentrarsi in altre discussioni che attengono ai dirigenti e alla proprietà americana (cifra dello stipendio): il Milan ha bisogno di introdurre, in modo stabile e continuo, dentro Milanello figure che facciano da riferimento per i nuovi arrivati e in particolare per gli stranieri che non conoscono la storia e la gloria del club rossonero. Così si può anche spiegare il perché altri rossoneri della passata stagione (Nkunku, Fofana) sono stati messi in lista di partenza: continuano a ripetermi che durante la preparazione non hanno avuto un comportamento -in allenamento- da Milan. Allora a gente come Modric, Rabiot bisogna riservare un trattamento speciale. Per questo avrei evitato di dare i voti dopo Sassuolo!

TURNOVER- Anticipo il dibattito che da stanotte terrà banco sulle chat dei tifosi e sui siti. È giusto che Amorim proceda a un ricambio vistoso in vista di Salisburgo? La mia risposta è sì anche se i rischi sono alti. Il rischio maggiore è quello di andare incontro a una seconda sconfitta che vorrebbe dire già avere la sicurezza che una eventuale qualificazione deve passare attraverso i play off e questo significa due partite in più per una rosa che ha i numeri contati. Sono convinto quindi che vedere all’opera Tomori e Camarda serva più che stressare i titolarissimi anche perché da venerdì -quando si rientra dall’Austria- a domenica pomeriggio -quando si gioca a San Siro con l’Atalanta- non c’è molto tempo per recuperare le energie migliori.

AUSILIO- Su Piero, ds interista per tantissimi anni e apprezzato dirigente, la penso esattamente come Carlo Pellegatti. Sarebbe una figura ideale per coprire il vuoto che attualmente c’è nell’area tecnica di casa Milan e che consentirebbe ad Amorim di avere al fianco uno che conosce alla perfezione il calcio italiano e i suoi protagonisti. Non la pensa come noi invece proprio il diretto interessato che è persona d’altri tempi nel bel mondo del calcio italiano. Chi lo ha sentito direttamente ha capito perfettamente come la pensa: e cioè non subito al Milan ma magari dopo un giro all’estero il trasferimento sarebbe possibile. Ma non subito, lo ripeto perché l’uomo risponde a requisiti difficilmente riscontrabili nei dirigenti di questa epoca.