L'anticipo di Galli - Inizia il "girone infernale": Turnover ampio e leggero per attraversarlo

L'anticipo di Galli - Inizia il "girone infernale": Turnover ampio e leggero per attraversarloMilanNews.it
Oggi alle 00:00Editoriale
di Filippo Galli

Dopo tre lunghe settimane di stop per gli impegni delle Nazionali, sabato alle 15,30 la Serie A riprende il suo cammino con Genoa-Fiorentina. I rossoneri saranno invece impegnati domenica alle 18.00, al Mapei Stadium di Reggio Emilia, contro il Sassuolo di Alberto Aquilani chiamato a sostituire Fabio Grosso sulla panchina degli emiliani. La sede dell’incontro ci riporta all’ultima grande gioia per i nostri colori. Fu su quel campo che il 22 maggio 2022 la squadra guidata da Pioli sconfisse il Sassuolo per 3-0 con doppietta di Giroud e un goal di Kessie, conquistando il diciannovesimo (e tuttora ultimo) scudetto della sua storia.

Da allora a oggi, più dolori che gioie, più allenatori che trofei. Quest’anno una nuova guida tecnica: Amorim sta provando a risollevare le sorti di squadra e club e, tra dubbi, perplessità e qualche critica eccessiva, i rossoneri nelle prime 5 partite hanno raccolto 11 punti, rimanendo a ridosso di Roma, Inter e della sorprendente Lazio a 13 punti. La sosta è servita in casa Milan per proseguire ragionamenti ed esperimenti sul sistema di gioco. A quanto possiamo intuire dall’esterno, Amorim ha fatto tesoro della sua esperienza al Manchester United, dimostrando una flessibilità maggiore del previsto rispetto ai suoi rigidi dogmi tattici. I prodromi di un cambiamento si erano già visti nell’ultima partita giocata in casa contro il Lecce, con una difesa schierata a quattro (Estupinan più basso e Gila che si allarga in posizione di terzino destro) e non più a tre. Lo stesso si è visto nell’amichevole a porte chiuse disputata a Milanello contro il Padova (serie C): è probabile, a questo punto, che domenica contro i neroverdi rivedremo lo stesso schieramento difensivo. 

Sono sempre stato dell’idea che la difesa a tre corra il rischio di diventare di fatto a cinque,abbassando eccessivamente il baricentro della squadra e consegnando il centrocampo agli avversari. È chiaro che al di là dei numeri conti l’interpretazione: ma il passaggio dal 3-4-2-1 a un probabile 4-2-3-1 consente, come già abbiamo avuto modo di vedere proprio contro i salentini, una maggior fluidità nello sviluppo del gioco offensivo grazie, in particolare, all’intraprendenza, alla personalità e alle competenze di Mario Gila più a destra. Anche la fase difensiva ne trae vantaggio poiché la squadra, con palla agli avversari, si può disporre con un più compatto 4-4-2 (o 4-4-1-1, poco cambia), con un buon presidio sulle fasce da parte degli esterni a cui si aggiunge la collaborazione degli attaccanti.

E proprio a questo proposito, vorrei dire due parole su Gonçalo Ramos e sul suo ruolo di terminale offensivo. Con il Portogallo, in Nations League, lo abbiamo visto coinvolto in entrambe le fasi di gioco con la stessa dedizione mostrata con la nostra maglia, ma con una sostanziale differenza: i gol. Del nuovo sistema di gioco potrà essere lui il primo beneficiario: credo infatti che un maggior equilibrio potrà tradursi in una migliore occupazione degli spazi, in una migliore capacità di fare difesa preventiva, ossia di un recupero della palla persa in tempi rapidi grazie ad una riaggressione immediata, il che significa poter sostenere con persistenza la fase d’attacco e, presumibilmente, coinvolgere maggiormente il nostro numero nove nella finalizzazione. A ciò si aggiunga la connessione con Pulisic, un giocatore ritrovato che potrà giocargli più vicino, pronto a dialogaregrazie alla sua tecnica e alla sua intelligenza calcistica.

Alla ripresa del campionato non ci sarà Saelemaekers. L’infortunio alla caviglia lo ha costretto a un’operazione chirurgica e il suo rientro in campo è previsto soltanto con l’anno nuovo. Anche Estupinan, nella partita Ecuador-Giappone, ha subito un trauma distorsivo al ginocchio che, forse, non gli permetterà di essere al meglio per il Sassuolo e per la trasferta in Europa League di Salisburgo. Due perdite importanti: Alexis può giocare in diverse posizioni ed era in visibile crescita, mentre Pervis, sebbene sempre criticato (spesso a ragione), in buone condizioni, sarebbe tornato utile per il probabile turnover necessario ad affrontare le ben 25 partite in programma dall’11 ottobre al 30 gennaio: un tour de force massacrante, come già la stampa ha sottolineato ampiamente (e con un calendario che qualcuno ha definito un po’ malizioso, ma non polemizziamo).

Quali saranno le contromisure del tecnico al girone infernale che ci aspetta? Di certo ci sarà l’occasione di rivedere Bartesaghi, rinfrancato dalle ottime prestazioni in U21, nel ruolo di terzino sinistro, e Moreira come esterno alto a sinistra, migliore in campo nel secondo tempo con la Lazio e assai vivace anche con il Lecce. Ma la questione turnover va ben oltre questa specifica emergenza. 

Amorim ha più volte ribadito (di fronte alle accuse di eccessivo turnover, segnatamente contro il Benfica) la necessità di dare alla squadra un’identità precisa: ed è, questo, un processo che passa prima dall’idea di calcio e successivamente dall’espressione del gioco che ne deriva attraverso la sua applicazione in campo. Qui si apre un bivio: perché è chiaro che l’esito potrà essere migliore in base anche alla qualità (aggiungerei ala disponibilità, non sempre scontata) dei giocatori impiegati. Avanti i migliori, quindi? Dipende. Non dimentichiamo, infatti, che il compito dell’allenatore è anche quello di migliorare ciascun giocatore a disposizione facendolo sentire coinvolto nel progetto, facendo sentire a ciascuno di loro la propria fiducia. I vari Tomori, Gabbia, Jashari, Hutchinson, Camarda, Loftus-Cheek, Comotto, Diawara hanno bisogno di questo; e in parallelo credo che il Milan avrà bisogno di loro per arrivare a fine gennaio ancora in lotta per gli obiettivi fissati ad inizio stagione: la qualificazione alla prossima Champions e gli ottavi di Europa League per poi giocarsela fino in fondo.

E quindi? Personalmente - lo avrete capito - sono a favore di un turnover ampio, che responsabilizzi e prepari tutti i giocatori: questo non vuol dire che in ogni partita ci devono essere sei giocatori che non hanno mai giocato insieme. Forse l’idea giusta consiste nel coinvolgere l’intera rosa, ma in modo graduale e alternato. E credo che Amorim, che è intelligente (e questo lo sapevamo) ed è anche diventato più pragmatico (e questa è una novità positiva) lo abbia capito benissimo.