Cala il sipario sul campionato con una contestazione mai vista
Milan-Juventus di sabato scorso non verrà certamente ricordato per il risultato finale del match ma per tutta una serie di situazioni che in qualche modo riflettono il malessere generale che sta attorno al Milan. A San Siro non si era mai vista una contestazione di così vasta portata, gli striscioni esposti dalla Curva, che criticavano il Presidente Berlusconi, sono stati accolti con gli applausi di tutto il pubblico di fede rossonera presente a San Siro. Quindi una contestazione generalizzata corretta nella forma ma durissima nella sostanza. Nel Milan di oggi non ci sono idee chiare, manca una chiara programmazione. Ad esempio è inspiegabile il ritardo nell'assumere la decisione della scelta del sostituto di Leonardo. C'è poi la certezza di non poter più contare su investimenti adeguati che permettano di potenziare e ringiovanire un organico che ha 17 giocatori oltre i trentanni. Come se non bastasse ben 11 giocatori (Abbiati, Ambrosini, Gattuso, Pirlo, Seedorf, Nesta, Oddo, Jankuloski, Kaladze, Ronaldinho, Zambrotta) hanno contratti in scadenza nel 2011 C'è chi dice che i tifosi sono ingrati. Nessuno dimentica il glorioso passato, ma purtroppo non si può sempre vivere di ricordi soprattutto se il presente offre poco e il futuro si presenta a fosche tinte. Il risultato stagionale conseguito dal Milan di Leonardo è certamente buono. Sono però stati commessi numerosi errori che hanno inciso negativamente sul bilancio del club e ridotto le disponibilità finanziarie. A partire dagli onerosi contratti fatti sottoscrivere a giocatori molto avanti con gli anni, ai diversi giovani acquistati sborsando cifre importanti che si sono rivelati degli autentici flop.
A tutto questo aggiungiamo pure certe scelte poco felici che hanno fortemente incrinato l'immagine del club. Carlo Ancelotti un anno fa è stato messo nelle condizioni di andarsene con la convinzione che avesse finito un ciclo mentre invece erano i giocatori che erano alla frutta. Carlo con giocatori di qualità ha vinto in Inghilterra tre titoli in una sola stagione. Sempre l'anno scorso Paolo Maldini, a 40 anni, ha smesso di giocare e nella sua partita di addio non ha ricevuto gratificazioni. Quest'anno è toccato a Leonardo lasciare il Milan dopo 13 anni di onorata militanza. Una separazione consensuale più che altro dettata dal fatto che Leo non ha accettato di buon grado certi rilievi presidenziali. Il passo d'addio dell'allenatore è stato accompagnato dalla riconoscenza, affetto, stima, invocazioni, applausi, e tanti tantissimi abbracci. Leo ha fatto la sua parte anche se, è ovvio, alcune valutazioni hanno destato perplessità, ma nelle condizioni in cui si è trovato a lavorare e con tutta una serie di incidenti di percorso, esce alla grande da questa difficile esperienza. Se ne va un uomo vero. E con i tempi che corrono in circolazione non ce ne sono molti.
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