Ci siamo: Pazzini al Milan! All'Inter Cassano e soldi: i perchè del conguaglio. FantAntonio e il rossonero: un epilogo sorprendente. Ora Allegri ha bisogno di un'altra punta, ma non solo...
Antonio Cassano, scontento della sua situazione, lascia il Milan. Pazzini, fuori rosa all'Inter e desideroso di rivalsa, si accasa sull'altra sponda del Naviglio. Basterebbe già questo per giustificare lo scambio tra i due: un'operazione che non scontenta nessuno, soprattutto il Diavolo che si assicura il tanto agognato centravanti. La tifoseria rossonera però non è convinta, soprattutto in relazione al conguaglio economico versato ai nerazzurri: Galliani ha lavorato con dedizione per abbassarne l'ammontare, avvicinandosi ai 7 milioni. Una disparità di valutazione che ha due ragioni principali: la differenza d'età della coppia ex blucerchiata (Fantantonio trenta e il Pazzo ventotto), unita ai contratti che intercorrevano con Inter e Milan (quello di Cassano sarebbe scaduto nel 2014, quello di Pazzini l'anno successivo). Piccoli ma significativi elementi che, evidentemente, rendono il toscano più "costoso" del barese, reduce da una stagione travagliata dopo il problema al cuore. La cifra limata dall'A.D. rossonero, risulta comunque inferiore alle richieste per gli altri obiettivi di mercato: Alessandro Matri su tutti, il cui valore si aggirava intorno ai 15 milioni. L'attaccante lodigiano era (e forse resta) il preferito di Massimiliano Allegri, ma le caratteristiche tra i due non sono poi così diverse: l'ex Cagliari è sicuramente più mobile, ma l'ex viola (che è comunque dotato di una buona tecnica di base) è certamente più goleador. Matri e Pazzini hanno la stessa età, ma il secondo ha segnato maggiormente: in Serie A il nerazzurro ha siglato 80 reti, contro le 55 del bianconero. L'ex viola arriverà con tanta voglia di dimostrare e, da questo punto di vista, il Milan potrà soltanto guadagnarci. Il campo ci dirà chi, tra le due milanesi, avrà fatto un affare. Un affare in uno scambio quasi obbligato, viste l'esigenza delle parti nel cedere i rispettivi attaccanti.
Il matrimonio tra Milan e Fantantonio, dopo un'estate di malumori da parte del barese, si interrompe nella maniera più sorprendente. Cassano è sempre stato legato all'Inter, ma nessuno si sarebbe immaginato questo tipo di epilogo. Il Milan non ha mai mancato di dimostrare affetto e considerazione nei confronti dell'ex blucerchiato, rilanciandolo dopo le incomprensioni alla Sampdoria e curandolo dopo il grave problema ischemico. Quella conferenza/sfogo in Polonia, quando Thiago Silva era stato (per la prima volta) vicinissimo al PSG, ha inciso profondamente su questo trasferimento. Cassano, rientrato a Milanello dopo le vacanze, ha sfoggiato musi lunghi per settimane, covando desiderio di abbandonare il rossonero. Finisce così, dopo solo un anno e mezzo, il rapporto col Milan: i sorrisi dello scudetto, la paura della malattia e il lungo decorso. Il ritorno e la "tristezza", prima dell'addio.
La cessione di Cassano, seppur rimpiazzato da Pazzini, lascerà comunque un vuoto numerico. Il Milan resta con quattro attaccanti: un numero certamente esiguo per poter affrontare tre competizioni. Oltre al ventottenne di Pescia, dunque, dovrà arrivare un altro rinforzo, il cui nome è ancora sconosciuto. Nelle scorse settimane si è a lungo parlato di un possibile avvicendamento tra Fantantonio e Kakà ma, a dieci giorni dalla chiusura delle liste, il ritorno del brasiliano appare quantomeno complicato. Le difficoltà dell'operazione sono note a tutti e, a questo punto del calciomercato, solo una "zampata" imprevista potrebbe cambiare le carte in tavola. Nella giornata di ieri è tornato in auge anche il nome di M'Baye Niang: il Milan lo vorrebbe in prestito e l'ultima parola spetta al Caen. Altre piste sono per ora celate, in attesa che il mosaico vada a completarsi.
Mentre continuano le valutazioni sull'attacco, l'inizio del campionato si avvicina a grandi passi. La fase difensiva, messa in mostra nel Trofeo Berlusconi, non ha convinto appieno. Il Milan necessiterebbe come il pane di un nuovo centrocampista che, tatticamente, possa agevolare il compito della retroguardia. Più che una diga, quindi, servirebbe un uomo prezioso nella gestione del pallone e in grado di stoppare l'azione avversaria. Montolivo ha dimostrato di poter interpretare positivamente il ruolo di centrocampista centrale (in alternanza ad Ambrosini), ma acquistare un ulteriore innesto sarebbe consigliabile: in quel caso l'ex viola potrebbe spostarsi come mezz'ala destra o sinistra, più vicino al suo grandissimo amico Giampaolo Pazzini.
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