Differenze di cultura nell'approccio all'Europa
Ogni tanto pubblicano le classifiche con una sigla davanti, molte w doppie, qualche f, un paio di h e di esse. Il miglior portiere europeo è un tedesco, il miglior centravanti un albanese, la miglior squadra il Novara (tanto di cappello, è l’unica imbattuta nel Continente). Il ranking, parolone di cui si pitta chi vuol restare in alto senza vincere più, ti dà la Grecia davanti al Brasile magari, l’Italia dietro alla Tunisia e scherzi di questo tipo. Fatto sta che l’anno prossimo, causa il furto perpetrato alla Fiorentina e il black-out del Milan che ha fatto 3 finali in 7 anni, le italiane in Champions rischiano di essere solo 3 e le tedesche 4. Cioè perdiamo la Juventus per il Wolsfburg. L’Italia ci smena, non c’è dubbio, ma il calcio europeo?
Per colpa di un arbitro in malafede il nostro Paese, campione del mondo in carica e che ha portato 2 squadre in finale nel 2003 e 2 in semifinale, 3 volte appunto una squadra in finale in 7 anni (per non andare più indietro) lascia per strada un posto vacante, sacrosantamente della Fiorentina. Un posto che va a una tedesca o magari a una spagnola o a una francese. Ci perdiamo noi, è sicuro, ma il calcio internazionale del Continente non ci guadagna di certo. Platini prima e Mourinho nei suoi monologhi hanno censurato scandali e corruzioni che non sono tipiche soltanto del nostro Paese, hanno tristi proseliti in Germania, Inghilterra e proprio Portogallo. In Inghilterra poi alle magagne di stampo italiano aggiungono gossip quotidiani con cameriere che si fanno i nazionali in ogni angolo degli hotel, cimici nelle hall e nelle sale ristoranti, donnine allegre che scorazzano tra stopper e terzini di Sua Maestà, ritiri di patente per tassi alcolici da alpini in licenza e via discorrendo.
Insomma è vero che il ranking non è una questione etica né meritocratica diciamo da giuria, ma un mero calcolo di percentuali e piazzamenti, Ma comunque prima di lasciare a casa un club italiano o di vedere la Nazionale campione del mondo dietro alla Malesia, forse converrebbe studiare criteri diversi. E’ vero che da noi si lotta al coltello per un posto in Europa League per poi non superare nemmeno i sedicesimi contro squadrette provinciali della periferia calcistica, ma rimaniamo dell’idea che con 3 squadre invece di 4 in Champions noi ci smeniamo, ma anche l’Uefa che sta tanto a cuore di Platini e dei suoi arbitri maldestri.
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