Ecco la strategia per recuperare Pato e il progetto del nuovo Milan. Guardiola, la fine del sogno

Ecco la strategia per recuperare Pato e il progetto del nuovo Milan. Guardiola, la fine del sognoMilanNews.it
domenica 25 novembre 2012, 00:00Editoriale
di Stefano Peduzzi

Nel calcio le scaramanzie probabilmente contano più che in altri settri. Anche per questo, dopo i due risultati utili con Napoli e Anderlecht, Silvio Berlusconi è stato richiamato a gran voce a Milanello. Ne ha approfittato per parlare di politica con i cronisti presenti, ma soprattutto per spronare la squadra in vista della sfida contro la Juventus. Non so quanto possa servire in questo momento l'apporto del presidente del Milan, ma leggendo le varie interviste rilasciate dai vari Sacchi e Capello, si intuisce che queste visite possano dare una carica speciale ai rossoneri. Berlusconi ha stimolato nuovamente il gruppo, anche se in certe partite importanti le motivazioni si trovano da sè. E, diciamocela tutta, se la Juve gioca da Juve quella di questa sera sarà una partita quasi impossibile per i ragazzi di Allegri. Da una parte c'è una squadra ancora affamatissima di vittorie, che la scorsa estate non è stata smantellata, che non ha perso i campioni che aveva in rosa e che ha un progetto ben definito. Dall'altra c'è un Milan che un'identità vera e propria non l'ha ancora trovata, che cambia spesso modulo (sono di ieri le lamentele di un certo De Jong) e che ha ancora diversi problemi da risolvere.
Problemi risolti in parte dalle reti di Stephan El Sharaawy, campioncino in erba che l'anno scorso era stato rimbrottato pubblicamente da Gattuso per mancanza di disciplina, ma che quest'anno sta facendo capire al mondo intero di che pasta è fatto. Il ragazzo segna gol a grappoli e partecipa al lavoro di tutta la squadra. Non è l'Ibrahimovic che resta in avanti a preservare energie, ma è uno che aiuta anche i compagni in fase difensiva. L'italo-egiziano può davvero diventare un attaccante completo.
Quello che rischia di non diventare Alexandre Pato: il "Papero" triste, nonostante le due reti in Champions, non è ancora recuperato e l'ennesimo stop di mercoledi, gli farà saltare Milan-Juve.

Le sue parole del post Anderlecht hanno inevitabilmente lasciato il segno. Quel ragazzo che era arrivato a Milano appena 17enne, cresciuto e svezzato con tanta pazienza a Milanello, non ha avuto riconoscenza per il mondo rossonero. Inevitabile pensare ad una cessione nel mercato di gennaio, ma non sarà probabilmente a titolo definitivo. Il Milan pensa di darlo in prestito, Pato non vorrebbe tornare in Brasile, ma potrebbe giocare sei mesi con continuità in un calcio che più si addice alle sue caratteristiche. La Liga più della Premier League, magari in una squadra di medio-alto livello, non certo Real Madrid o Barcellona.
Nel frattempo il Milan dovrà rinforzare la rosa con almeno un tassello per reparto. Non aspettatevi grossi nomi: non è piu' tempo dei Tevez e dei Balotelli. Le frasi pronunciate da Allegri una settimana fa dopo Napoli e confermate ieri da Berlusconi ("Ci vorranno un paio d'anni per aprire un nuovo ciclo") fanno capire che il ridimensionamento sarà attuato anche nei prossimi mesi. Via i giocatori con i contratti più alti (Robinho e Flamini potrebbero essere i prossimi), in arrivo più che altro giovani o scommesse low cost.
E poi si tratterà il discorso allenatore: Guardiola è ormali lontano anni luce, pressochè impossibile prevederlo sulla panchina del Milan nella prossima stagione con una squadra che non partirà per vincere. Sempre più probabile l'ipotesi Vincenzo Montella favorito sull'idolo Marco Van Basten che questa sera si riprenderà gli applausi del suo vecchio pubblico. Per la serie: c'era una volta un grande Milan...
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