Ibra e l'equivoco delle tre punte
E' arrivato come il «salvatore della patria» tra l'entusiasmo dei tifosi ma Ibrahimovic si è accorto ben presto in quel di Cesena, che per realizzare sul campo quello che ha promesso alla presentazione i proclami non bastano. Cercherà dunque il riscatto in Champions, cercherà soprattutto di far tornarre il sorriso ai tifosi rossoneri magari anche per toglierlo dal viso di Massimo Moratti che grazie al suo rigore stampato sul palo si è goduto un sabato perfetto. Allegri in conferenza stampa ha cercato di difenderlo e di togliergli un pò di pressione anche se a uno come lui una partita sbagliata non può dar fastidio più di tanto. Una scrollata di spalle basterà allo svedese per tornare in campo e voltar pagina, l'importante è non trascinarsi troppo a lungo l'equivoco tattico che di fatto l'ha estromesso dal Barça e che rischia di creare grossi problemi anche in rossonero.
Con tanti portatori di palla al suo fianco Ibra esce troppo spesso dall'area di rigore: l'ha fatto contro il Cesena come lo faceva al Camp Nou. Allegri dovrà essere bravo a non farsi condizionare e intimidire dalla toga senatoriale di Ronaldinho perchè all'occorenza un centrocampista in più potrebbe far comodo. Del resto Pato e Ibra davanti sono una coppia ben assortita. Insomma la risposta alla famosa domanda «Riuscirà il Milan a schierare le 4 punte contemporaneamente?» è arrivata dal campo: «al momento anche tre sono troppe».
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