Ibrahimovic al Milan, una frustata vitale per tutti

Ibrahimovic al Milan, una frustata vitale per tuttiMilanNews.it
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venerdì 20 agosto 2010, 00:00Editoriale
di Luca Serafini

Il discorso è semplice: se tutte e 3 le parti lo vogliono, Ibrahimovic sarà del Milan tra pochi giorni. E siccome Ibra vuole il Milan, il Milan vuole Ibra, il Barcellona non vuole più Ibra ed è amico del Milan, lo svedese passerà al Milan. Vero, come hanno sottolineato giornali e radio catalane oltre a molti milanisti in queste ore, che Silvio Berlusconi un mese fa al raduno di Milanello disse: "Nel nostro spogliatoio credo che non sarebbe l'ideale", ma nel calcio le cose cambiano rapidamente. Anche le opinioni. E l'arrivo di Ibrahimovic presenta al momento un'infinità di opzioni positive superiori a quelle negative.
Vero che in altre zone del campo, in particolare sugli esterni, ci sarebbero emergenze più impellenti, ma insomma ci insegnano da bambini che "piuttosto di niente è meglio piuttosto". Quindi dopo una campagna acquisti così deprimente, non pare il caso di sottilizzare soprattutto pensando che, prestiti o non prestiti, favori o non favori, gli ultimi 2 nomi Boateng e Ibrahmivoc daranno un po' di morale alla tifoseria depressa e sicuramente valore aggiunto alla squadra. Un attacco con Pato, Ibrahimovic e Borriello o Ronaldinho lo vorrebbe chiunque. Così come chiunque tra loro 4 dovrà sentirsi in concorrenza e in discussione: il Pato fragilino che stiamo scoprendo ultimamente e che ha davanti a sé la stagione della consacrazione definitiva, il Ronaldinho post-vacanziero e pigro che Allegri sta pungolando in ogni maniera, il Borriello scalpitante che amerebbe una spalla più vicina che gli portasse via un po' delle attenzioni avversarie. Huntelaar sarà l'uomo di scambio e quindi non resterà, Braida è stato chiaro: "uno llega y uno sale" ha detto in perfetto spagno alle radio catalane. Se uno va, uno arriva. Altrimenti non se ne fa niente.


La questione caratteriale di Ibra esiste, come esiste la questione dell'ingaggio. E' un dettaglio che personalmente non ci ha mai disturbati: il Milan e Milanello sono luoghi sani e sacri dove nessuno ha licenze profanatorie di sorta. Arrivi e ti trovi Abbiati, Zambrotta, Nesta, Gattuso, Pirlo, Ambrosini, Seedorf che ti spiegano dove sei e come ti devi comportare, come loro trovarono Albertini, Costacurta, Maldini, Baresi. L'educazione e il rispetto per gli avversari vengono prima delle vittorie, Ibrahimovic - che è un buon padre di famiglia - si adeguerà. Quanto all'ingaggio, i "senatori" che sono anche i più ricchi sono sempre stati primi a incoraggiare gli altri compagni ad andare a battere cassa quando esistevano le condizioni per farlo. Solo chi non conosce questi aspetti secolari dello spogliatoio di Milanello può temere che Ibra sia destabilizzante. Lo sarà, come lo è sempre stato, soltanto per gli avversari. Dandosi magari una svegliatina in Europa dove ha combinato sempre, con le squadre di club e con la Svezia, meno di quanto avrebbe potuto. In questo potrebbe essere il Milan ad aiutare lui.
Sempre che la cosa si faccia. Ma la sensazione è che si farà.