Il 23 maggio è il giorno del Milan. Crederci è un dovere. Spartiacque storico.

23.05.2021 00:00 di Andrea Longoni Twitter:    Vedi letture
Il 23 maggio è il giorno del Milan.  Crederci è un dovere.  Spartiacque storico.
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Il 23 maggio, almeno fino a oggi, è una delle date più belle della storia del Milan

Nel 1968 i rossoneri conquistano la Coppa delle Coppe contro l'Amburgo.

Nell'87 vincono lo spareggio con la Sampdoria per partecipare alla Coppa Uefa. Nel 1990 è il giorno della vittoria della Coppa Campioni contro il Benfica. Nove anni più tardi arriva la gioia dello scudetto vinto a Perugia.

Il 23 maggio 2007 ecco la Champions League vinta contro il Liverpool.

Chissà che il dio del calcio non ci metta del suo e aiuti il Milan a raggiungere oggi un traguardo che sarebbe assolutamente meritato, nonostante un girone di ritorno a singhiozzo e la grandissima occasione sprecata sette giorni fa contro il Cagliari già salvo. La squadra di Pioli è stata a lungo prima e pure Campione d'inverno. Per 37 giornate è stata virtualmente in Champions League, ecco perchè non riuscire a piazzarsi nelle prime quattro oggi sarebbe una beffa clamorosa. Un fallimento sportivo, checchè ne dica l'allenatore, considerato il margine in classifica rispetto alle rivali fino a qualche settimana fa.

Il popolo rossonero, giocatori in primis, ha il dovere di crederci. Intanto il trend lontano da S. Siro è sicuramente incoraggiante.

In trasferta sono arrivate vittorie prestigiose, spesso contro ogni pronostico: a Napoli, a Roma coi giallorossi e soprattutto, più recentemente, contro la Juventus. Quest'ultima dev'essere la gara modello in vista dell'impegno di stasera, anche da un punto di vista tattico.

Gli uomini di Pioli hanno infatti trovato più difficoltà contro le squadre che si chiudono (vedi Cagliari), mentre con quelle che giocano a viso aperto sono riusciti a esprimersi nel migliore dei modi. L'Atalanta rientra in questa categoria: ma servirà una gara quasi perfetta, con altissima intensità.

Poi, il Milan ha dimostrato che quando aveva le spalle al muro e tutti lo davano per morto, ha sfornato le prestazioni più belle, mentre ha fallito le occasioni più facili, come Spezia e Cagliari, per citare alcuni esempi.

Crederci è un dovere. Tornare in Champions League sarebbe troppo importante per mille motivi. Sportivi in primis, oltre che economici. In tutto questo, riuscire a dare una spallata alla Juventus permetterebbe di cambiare anche la geografia del calcio e di aprire a nuovi sorprendenti scenari.

Insomma, oggi è uno spartiacque storico, come lo fu, purtroppo, la vicenda Pato-Tevez: la speranza di chi ha il Milan nel cuore è che questa volta si prenda la strada giusta.