Il crack di Bendtner accelera Drogba. Se non va Galliani, salta Niang. Leo e Ancelotti, si è rotto qualcosa...L'inter ha Sneijder e cerca uno come Sneijder

Il crack di Bendtner accelera Drogba. Se non va Galliani, salta Niang. Leo e Ancelotti, si è rotto qualcosa...L'inter ha Sneijder e cerca uno come SneijderMilanNews.it
sabato 15 dicembre 2012, 00:00Editoriale
di Mauro Suma

L’infortunio di Nicklas Bendtner è un guaio per il ragazzo, ma manna dal cielo per i cronisti di mercato. Il rapporto mai nato fra il prestito dall’Arsenal e casa Juve è un fatto conclamato e scatena le voci sui movimenti offensivi di Gennaio. Il danese è arrivato a fine mercato ed è stato scelto fra i nomi fatti dai cronisti di mercato per tutta l’estate, più che per effettiva convinzione. Era quasi scontato che finisse così, senza gol e senza tracce. Quindi? Quagliarella brontola, ma alla Juventus sanno fare spallucce. Vucinic va e viene, non segna tantissimo, ma la sua posizione è indiscutibile. Con Bendtner è di fatto finita e resta Matri con le sue gomme più sgonfie che mai, con il bomber del lodigiano più prigioniero che altro. E’ in attacco che si giocano i destini bianconeri per la Champions League. Ed è in attacco che il Club bianconero vuole fare la mossa giusta per arrivare a Didier Drogba. L’obiettivo bianconero è sostituire Bendtner con Drogba a Gennaio e Matri con Llorente la prossima estate. Soldi non ce ne sono, e questo è un argomento sacrosanto e legittimo, per cui la società torinese vuole raggiungere i due attaccanti senza investire risorse nei cartellini dei giocatori. Solo ingaggi. Già, ma per quanto tempo? Perché risulta che sia proprio questa la discussione in corso con Drogba: contratto per un anno o per due anni? Didier ha ancora sei mesi di rapporto con Shanghai, ma si muove di fatto come se fosse libero. E uno come lui, non si accontenta della prima proposta che arriva…Attenzione perché con Drogba, la Juventus diventa competitiva anche per la Champions League…

Sera di fine Agosto, un lunedì, il giorno dopo una sconfitta in casa in Campionato contro la Sampdoria. Da Giannino, sbarca Mbaye Niang. Atterrato allo Scalo Ata dei voli privati di Linate tre quarti d’ora prima, Niang stava “saltando”. Proprio così. Se quel lunedì non fosse partito Adriano Galliani da Milano destinazione Caen, oggi il Milan non potrebbe nutrire certe speranze sull’esplosione futura del nuovo possibile talento del calcio europeo. Per problemi, impuntature e malintesi fra la società del Caen e la famiglia di Niang (per vari motivi erano necessarie le firme di entrambi i genitori, mamma e papà), la trattativa si stava letteralmente inabissando. Solo l’arrivo in Normandia di Adriano Galliani scongiura il nulla di fatto e porta Niang a Milano. Poi il francesino, per età e non certo per stazza, è diventato effettivamente rossonero solo il martedì mattina, il 28 Agosto, una volta raggiunto l’accordo anche col papà. Oscar Damiani (a proposito molto male Traorè, ma molto bene Niang e bene Zapata) lo ha riconosciuto pubblicamente: senza Galliani a Caen, sarebbe finita male. Anzi sarebbe proprio finita. A proposito, Mbaye e il Faraone sono amici, si cercano, si piacciono. Che siano pronti fra una decina di mesi a fare coppia fissa davanti alle difese avversarie?

Ho sempre pensato che non fosse del tutto naturale il rapporto, in casa PSG, fra Leonardo e Carlo Ancelotti. I due, formalmente, si sorridono e non si scontrano. Ma, prima della loro stretta di mano a Parigi e dell’inizio dell’avventura di Carletto a Parigi, c’erano stati due momenti molto particolari. Nei primi mesi del 2009, quando il presidente Berlusconi aveva deciso che con Ancelotti doveva finire, Carlo ha sempre avvertito la sensazione che Leonardo non pensasse realmente quel che diceva quando ad ogni domanda rispondeva ossessivamente che lui non voleva diventare l’allenatore del Milan. E poi, a fine 2010, quando Carlo chiama Leonardo per sapere se fosse vero che andava all’Inter, la risposta è no, non è vero. Un’ora dopo, ecco il comunicato ufficiale dell’Inter. Che non sprizzasse fiducia da tutti i pori il rapporto fra loro due, è una cosa che è sempre stata abbastanza chiara. Ma di fronte ai tanti denari dello sceicco, tutto si è ricomposto e i due protagonisti del mondo del calcio si sono messi a lavorare insieme. Oggi però la cosa sembra scricchiolare. Qualche mal di pancia di Mister Ancelotti e del figlio Davide ha raggiunto le redazioni italiane. E poi c’è De Rossi: se davvero Leo (che potrebbe anche tornare a fare l’allenatore) non lo vuole al PSG, allora Ancelotti (che in Daniele, molto romanticamente, si rivede da giocatore) potrebbe anche portarselo a Madrid, quando sull’Europa nevicherà molto meno e farà molto più caldo.

Il fatto che Scarpini vada per studi televisivi ad improvvisare accuse al Milan di andare sulla scia delle operazioni di mercato dell’Inter, significa che ha patito l’editoriale della scorsa settimana. Ne parleremo la prossima volta che non mi eviterà nei talk-show televisivi, cosa che sta accuratamente facendo. Ma è proprio la vicenda, quanto mai attuale, dell’amico di Wes, ovvero Antonio Cassano, a dimostrare il contrario. Cosa disse Antonio in sede di conferenza stampa di presentazione alla Pinetina a fine Agosto? Che era tanto tempo che parlava con Marco e Piero…..E quindi era tanto tempo che l’Inter era in scia sul rossonero Cassano. Come per Ronaldinho, per Ibra due volte (2006 e 2010), per Tevez…Ma che l’Inter rischi di alzare cortine fumogene sulle vicende di mercato non è dimostrato soltanto dalle escursioni dialettiche della sua voce ufficiale, ma anche dalle cose che stanno accadendo. L’Inter ha in rosa un certo Sneijder e cerca sul mercato uno come Sneijder. Questo è strano, molto strano. Così come cerca Huntelaar, un attaccante da 4 milioni di euro di ingaggio a stagione che non farà mai il vice di nessuno, mentre alla fine potrebbe ripiegare su Rolando Bianchi. Che è sempre stato un grande tifoso rossonero ma che se dovesse sbarcare dalle parti nerazzurre, ci sarà qualcuno che si preoccuperà di negare o nascondere il particolare. Film già visti, rivisti e stravisti.