Il cuore rossonero batte ancora. E con un paio di colpi di mercato a gennaio...
Il boato che domenica sera alle 22.50 si è alzato da S. Siro ha fatto tremare le ginocchia al campionato.
Il Milan non è morto, anzi è più vivo, energico, rabbioso che mai ed a farne le spese sono stati i campioni d’Italia, giunti forse a casa del diavolo con un pizzico di sufficienza, convinti di venire a cogliere i 3 punti, gentilmente offerti da un’ex armata in disarmo.
Ed invece i ragazzi di Allegri hanno gridato al mondo che il Milan è ancora lì, il cuore rossonero pulsa ancora e ha voglia di dare battaglia, magari non per lo scudetto (oggettivamente 14 punti dalla Juve sono ancora un’enormità), ma almeno nel terzo posto è lecito sperare.
Soprattutto se la squadra è quella vista contro i bianconeri. 11 leoni (più i 3 subentrati) affamati di vittoria, voraci, cattivi, instancabili che hanno messo all’angolo, colpita e affondata, la corazzata Juventus, fresca di massacro ai danni dei campioni d’Europa del Chelsea, mica robetta.
E allora vale la pena celebrare tutti i protagonisti della rinascita rossonera, anche quelli che finora sono stati nell’occhio del ciclone e nel mirino della critica, non certo per partito preso, ma per evidenti lacune fisiche, tecniche e comportamentali.
Partiamo dal condottiero di questi ragazzi, Massimiliano Allegri, l’allenatore più criticato al mondo, anche dagli stessi tifosi del Milan. Il mister livornese ha affrontato la tempesta senza perdersi d’animo e con coraggio ha insistito, provato, cambiato, rischiato tutto sulla sua pelle ed alla fine ha trovato quella che sembra la quadratura del cerchio.
E’ proprio grazie alla perseveranza di Allegri che oggi possiamo celebrare ancora una volta i due migliori in campo in casa Milan: gli enfants terribles, i ragazzi del ’92 El Shaarawy e De Sciglio. Guidati ed assistiti con carisma e determinazione dal capitano per un giorno, ma nuovo leader indiscusso di questa squadra, Riccardo Montolivo. Fondamentale anche l’operazione-recupero messa a punto da Allegri sugli scontenti dell’ultimo periodo, Nocerino, Robinho, Boateng, che dopo sfoghi, lagne e prestazioni imbarazzanti, adesso hanno solo parole di zucchero e miele per tutti. Avvalorando tanta dolcezza con prestazioni vibranti e piene di passione, lontane anni luce dalla molle indolenza dimostrata nelle prime uscite stagionali.
E con loro vale la pena registrare il rilancio in grande stile di Mexes, attento, autorevole e puntuale, lontano parente del difensore svagato, distratto e pasticcione visto troppo spesso in maglia rossonera; dell’oggetto misterioso Constant, sempre più imprescindibile nella difesa rossonera; di De Jong, finalmente tornato ad essere un muro impenetrabile davanti alla propria retroguardia.
Attorno a “Montoleader” si è cementato uno spirito di gruppo che non si vedeva da tempo a Milanello, per stessa ammissione dei protagonisti. Ed è proprio questa voglia di lottare insieme, di remare tutti nella stessa direzione, di combattere per un obiettivo comune, che fa ben sperare i tifosi rossoneri. Domenica sera al termine della gara i componenti della panchina sono corsi in campo a festeggiare i gladiatori che avevano appena sconfitto la Juve, per poi correre tutti insieme sotto la curva e lasciarsi abbracciare da uno stadio finalmente stracolmo ed ebbro di gioia.
Resta però una dolente nota, una nota stonata e spesso fuori dal coro. Parliamo ovviamente di Alexandra Pato, a cui nemmeno i bonus presidenziali sembrano più bastare. Domenica anche i tifosi l’hanno abbandonato, bacchettandolo pubblicamente con uno striscione applaudito da tutti: “Chi ha il Milan nel cuore non chiama il procuratore”. Il centravanti brasiliano, sempre più ai margini del nuovo progetto rossonero, potrebbe salutare la compagnia già a gennaio e liberare così un posto in attacco per Mario Balotelli, unico vero oggetto del desiderio di Adriano Galliani. L’ipotesi scambio di prestiti tra Milan e Manchester City sembrava la soluzione ideale per tutti, per i calciatori che avrebbero avuto la possibilità di rilanciarsi in un ambiente diverso e per le società che non perderebbero i loro capitali, in attesa di ritrovarsi a giugno per decidere cosa fare. Ma Berlusconi ha immediatamente stoppato tutte le voci di scambio, quindi a Galliani toccherà trovare qualche altra soluzione per dare il ben servito a Pato (senza rimetterci troppo) e portare SuperMario in rossonero.
La sontuosa ed incoraggiante prestazione di ieri sera ha congelato momentaneamente l’ipotesi cessione per Robinho, ma a giugno se ne riparlerà perché il Milan è interessatissimo al nuovo gioiellino del Santos Felipe Anderson, trequartista classe ’93 ed anche in questo caso uno scambio potrebbe essere la soluzione ideale per chiudere l’operazione.
Non sembra percorribile invece l’ipotesi Sneijder al Milan. Troppi per le casse rossonere i 15 milioni che l’Inter intende incassare dalla cessione del fantasista olandese e soprattutto troppo alto l’ingaggio richiesto (6 milioni netti l’anno) per pensare di vederlo accanto ai suoi compagni di nazionale De Jong ed Emanuelsson.
Occhio al mercato in entrata per quanto riguarda i difensori. E’ in quella zona del campo che Galliani dovrà necessariamente operare e tra i nomi papabili, torna di moda quello del turco-tedesco Serdar Tasci, 25enne centrale dello Stoccarda, in scadenza 2014.
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