Il Milan di oggi è competitivo in Europa?
Roberto Mancini: “In Italia il Milan è più forte di tutti. ....” I rossoneri per essere competitivi in Europa vanno confrontati con le prime della classe. Allora sorge spontanea una domanda: oggi la squadra di Allegri può contendere il titolo al Barcellona, indiscusso leader di Champions League? La sensazione è che non sia ancora pronta. Cosa serve per arrivare al top? Intanto un tasso tecnico più elevato e una maggiore velocità d'esecuzione. La manovra dei rossoneri va sveltita. L'innesto di Taiwo potenzia la fascia sinistra. Il nigeriano è un esterno molto valido in grado di dare profondità alla fase offensiva. Sulla destra Abate, in costante progresso, deve variare i suoi affondo, a volte troppo prevedibili, cercando di rendere più efficaci i cross dalla corsia laterale. I due centrali, Thiago Silva e Nesta con la new entry Mexes, data la loro indiscutibile tecnica offrono ampie garanzie anche nei rilanci e nelle ripartenze. Il centrocampo fulcro del sistema. Van Bommel davanti alla difesa è un baluardo efficacissimo. L'olandese è anche un buon regista, magari un po' lento per cui quando la squadra è sbilanciata per bloccare gli avversari è costretto a ricorre a qualche fallo di troppo. I mediani rossoneri dovrebbero avere caratteristiche simili a Iniesta e Xavi, ritenuti tra i più forti “volanti” del mondo. Entrambi partecipano con profitto all'impostazione della manovra, alla rifinitura per le punte, sempre pronti a fiondarsi a rete con percussioni centrali sfruttando gli spazi lasciati liberi dal movimento dei tre attaccanti. E non disdegnano pure le conclusioni dalla media e lunga distanza. E' il costante movimento senza palla della squadra blaugrana che apre voragini e crea numerose opportunità. Il gioco corale esaltato dalle doti dei singoli. Il Milan con Boateng in quella zona del campo ha un giocatore versatile e moderno, tosto fisicamente e un po' meno nel palleggio. Il Principe, secondo quanto ha lasciato intendere Allegri, è destinato a giocare mediano lasciando libero il ruolo di trequartista. Ovviamente Boateng necessita di un compagno di reparto con la tecnica di Pirlo e con una grande dinamicità.
Va anche detto che per Allegri la corsa è fondamentale anche a scapito delle proprietà di palleggio. Detto che Ambrosini e Gattuso rimangono utili alla causa, è altrettanto vero che entrambi non eccellono sul piano squisitamente tecnico. Il famoso Mister X probabilmente va individuato tra coloro che danno del “tu” al pallone. Fermo restando che l'elemento in questione, per ora sconosciuto, potrebbe essere un fantasista, da sistemare dietro le punte, che comunque dovrà consentire alla squadra un ulteriore salto di qualità. L'attacco. In questo reparto il Milan è secondo a pochi. Nel Barcellona, Messi a parte, né Villa, tatticamente utilissimo, e neppure Pedro sono più bravi di Ibra, Pato e Robinho. Da non trascurare Stephan El Shaarawy. Il “bimbo” è un talentuoso attaccante esterno che può essere impiegato anche come rifinitore. La differenza col Barça, per ora, sta nei meccanismi quasi perfetti dei blaugrana. Il Milan in attesa del colpo di teatro è già una buona compagnia. C'è un altro aspetto positivo: la duttilità di molti giocatori rossoneri. In effetti quando l'anno scorso il Milan, falcidiato dagli infortuni, è stato costretto a rinunciare a 12-13 titolari i sostituti, pur svolgendo incombenze diverse dalle loro caratteristiche, hanno recitato bene la parte assegnata. I meriti vanno equamente suddivisi tra giocatori e allenatore. Allegri, oltretutto, da persona intelligente mai si è arroccato su posizioni oltranziste, ma nel momento in cui si è reso conto che alcune sue scelte non erano produttive ha modificato l'assetto tattico. Variazioni rivelatesi poi vincenti. D'altronde quanto un allenatore possa essere determinante è dimostrato da Pep Guardiola, conducator del Barça campione d'Europa.
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