Il Milan e la coperta corta

Il Milan e la coperta cortaMilanNews.it
martedì 20 novembre 2012, 00:00Editoriale
di Carlo Pellegatti

Milanello è stato accarezzato da una bella folata di Zeffiro Dolce. Così sono sembrate ai giocatori, allo staff tecnico, ai dipendenti del Centro Sportivo rossonero le parole di Silvio Berlusconi, in vista sabato ai suoi Ragazzi. Il Presidente, sempre con un sorriso, ha cercato di dare le motivazioni giuste ai giocatori più in difficoltà, a incoraggiare il resto del gruppo. Siamo stati poi invitati a trascorrere un’ora in sua compagnia ed io, come i presenti a questo ristretto incontro, sono uscito ancora più certo che il Massimo Dirigente del Club non abbia alcuna voglia di ridimensionare le sue ambizioni, ma, dopo le cessioni dolorose e “necessarie” - secondo le sue parole - dell’estate scorsa, voglia tornare ad investire, magari più con le idee che con il denaro. E’ apparso rinfrancato soprattutto Allegri, definito da Berlusconi, prima che un eccellente allenatore, soprattutto “una brava persona”. Tanto si è scritto e fantasticato sui rapporti tra il tecnico ed il suo Presidente  ma questi apprezzamenti, che non mi sono sembrati assolutamente di maniera, permetteranno al livornese di proseguire il suo lavoro in sintonia con la squadra, sintonia che sembrava essersi spezzata il pomeriggio di San Siro, avversaria la Fiorentina. Beh, ovviamente sono stati smentiti tutti coloro che non hanno mai creduto ad Allegri, quando più volte ha ripetuto che la stima di Silvio Berlusconi, nei suoi confronti, fosse immutata.
L’allenatore toscano è alla vigilia della partita più delicata della stagione, una delle più calde della sua gestione.

Il Campionato può aspettare il recupero del Milan magari parziale, speriamo spettacolare, ma la Coppa no, perchè la Coppa sta già emettendo i suoi verdetti. La squadra sta meglio rispetto al match di San Siro contro i belgi, sotto tutti gli aspetti, quello morale, quello tecnico, quello fisico, anche se l’allenatore continua a faticare nella ricerca del giusto equilibrio. Ricordo bene quello che asserivo un mese fa. Mi ero travestito da Archimede asserendo: ”Datemi un attacco che segni più di un gol e solleverò il mondo”. Ebbene, il reparto offensivo ha cominciato ad ingranare, ma la difesa che nelle prime partite subiva poche reti, anche se sufficienti agli avversari per poter raccogliere punti, oggi appare meno sicura, più perforabile . Insomma Allegri deve diventare come un tessitore di Bukara, confezionando una coperta qualche centimetro più lunga, per raggiungere il giusto equilibrio in una squadra che comunque sta migliorando nei giocatori di maggior livello di classe.
Con un Boateng in crescita, con Robinho che sembra aver ritrovato il giusto furore, e speriamo che le parole del Presidente lo abbiano convinto a rimanere, con Pato più decisivo, un Pato al quale dovrebbe essere affidata la guida dell’attacco in Belgio, con il ritorno di Muntari, Abate e Antonini,e soprattutto con il fantastico El Shaarawy di queste settimane, i tifosi potrebbero tornare a divertirsi. Ma intanto speriamo che almeno… comincino a tornare!