Il Milan non è più favorito: è una fortuna. Il ruolo giocato dalla “propaganda” altrui. Le scelte coraggiose che Pioli dovrà fare

07.04.2022 00:00 di Franco Ordine   vedi letture
Il Milan non è più favorito: è una fortuna. Il ruolo giocato dalla “propaganda” altrui. Le scelte coraggiose che Pioli dovrà fare
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Ci sono due fortune da segnalare dopo la serata magra col Bologna. La prima: attraverso i giornali è ripresa la costruzione in piazza Duomo a Milano del palco dove celebrare lo scudetto della seconda stella! La seconda: le agenzie specializzate di scommettitori (gente che se sbagliasse pagherebbe di tasca propria quindi, ndr) hanno ritoccato le loro quotazioni indicando l’Inter come la stra-favorita del terzetto che guida attualmente la classifica. Perché dico due fortune? Semplice: perché così viene meno quella pressione mediatica che ha puntualmente indotto il Milan a sbagliare partita. Ricordate lo scorso campionato alla penultima in casa con il Cagliari, nel frattempo salvo in albergo prim’ancora di arrivare a San Siro? Bene: finì 0 a 0. E il Milan fu costretto, sotto pressione di sfiducia e delusione, ad andare a Bergamo all’ultimo turno, per centrare la vittoria e capovolgere il pronostico arrivando addirittura secondo dietro l’Inter, già campione da molte domeniche. È evidente che questo è il limite, al netto delle questioni tecniche e calcistiche, del Milan di questi giorni, connaturato tra l’altro all’età dei suoi protagonisti. E qui dobbiamo dire con grande franchezza che anche col Bologna la squadra ha avuto troppa fretta, molta frenesia, tutto ciò che toglie lucidità a una squadra e ai suoi componenti.

SCELTE CORAGGIOSE- Poi ci sono anche scelte coraggiose da fare. Pioli è un tecnico equilibrato, competente e molto affidabile. Se continua a scegliere Messia, e non Saelemaekers, dev’esserci un motivo. Se continua a tenere fuori dal giro Castillejo dev’esserci un motivo. Se continua a puntare su Leao, svagato e “casinista”, invece di puntare sul “cazzuto” Rebic dev’esserci un motivo. Magari glieli chiederemo sabato pomeriggio a Milanello ma è venuto il momento di fare scelte coraggiose e magari contro-corrente per tenere in vita il primo posto della classifica.

PROPAGANDA- Se c’è un rilievo da fare al Milan, inteso non come squadra e nemmeno come area tecnica o guida del club, è l’assenza di una regia mediatica o meglio ancora di una propaganda, cosa invece che riesce perfettamente all’Inter. Basti ricordare il fuoco preventivo esercitato da alcuni esponenti della stessa (Paolo Bonolis e Berti) nei giorni precedenti alla sfida di Torino (“noi sappiamo quel che succede in quello stadio…”) e i commenti post gara dinanzi a qualche fischi ostile alla Juve della stessa consorteria (Bonolis e Riccardo Ferri dagli schermi di Pressing), per capire l’antifona. Che cosa hanno teorizzato sia Bonolis che Ferri? Hanno sostenuto: “Sì, avremo avuto qualche favore ma sono un parziale risarcimento del passato”. Teoria malsana secondo cui se a qualcuno di voi venisse rubato il portafogli in metropolitana sarebbe autorizzare a diventare un borseggiatore impunito!

Il Milan avrebbe qualche buon motivo per suonare la gran cassa (il fuorigioco geografico di Giroud col Napoli, il gol tolto a Messias con lo Spezia, il gol con la mano dell’Udinese) ma non l’ha mai fatto tranne che lamentare dell’invio di arbitri debuttanti ripetuto col Bologna (con quel fallo in area su Giroud nella ripresa non fischiato, ndr). È vero: nella storia del Milan ci sono state le Champions vinte contro gli arbitri (1989) e qualche scudetto dello stesso significato (1988) ma alla fine questo clima mediatico, su giornali e tv, avrà il suo peso.

P.S.: Ieri mattina l’ufficio stampa del Milan ha postato la classifica pubblicata da soggetto indipendente sul gradimento del brand in Cin e Usa. L’ho pubblicato su twitter e si è scatenato l’inferno dei soliti pisquani. Non succede ma se dovesse succedere…..