Il Trofeo Tim chiama, il Milan risponde

Il Trofeo Tim chiama, il Milan rispondeMilanNews.it
© foto di andrea Distaso
lunedì 16 agosto 2010, 00:00Editoriale
di Andrea Distaso

Il primo confronto con le altre due storiche grandi del calcio italiano dicono che il Milan c'è. Ancora una volta, dopo i segnali di crescita ravvisati nella breve trasferta americana, la formazione di Allegri mostra pregi e difetti tenendo comprensibilmente in considerazione i differenti carichi di lavoro ed il diverso grado di preparazione delle tre contendenti.
Tra gli aspetti più positivi da segnalare l'aver dato la possibilità a molti giocatori, fin qui poco impiegati, di mettere preziosi minuti nelle gambe ed il primo pensiero non può che andare a Ronaldinho. Ancora imballato, abbastanza statico, ma sempre in grado di risolvere da solo una gara come ha tentato di fare nel primo mini-match contro la Juve: un colpo di biliardo da lustrarsi gli occhi per mettere a tacere le voci di scarso impegno in allenamento e riprendersi a piene mani la considerazione di tutti gli addetti ai lavori. In attesa di capire se saranno sufficienti i continui richiami del tecnico livornese ad un impegno costante per pungolarne l'orgoglio, ci godiamo queste prime grandi giocate ferragostane sperando che siano soltanto le prime di una lunghissima serie.
Più in generale, piace allo stesso tempo la ricerca continua delle soluzioni offensive da parte di una squadra che, per caratteristiche naturali, dà l'impressione di essere più a suo agio al momento di proporre calcio.
Ma veniamo alle noti più dolenti e, paradossalmente, ripartiamo proprio dal reparto offensivo che, ancora privo di Pato, mostra di non essere così ficcante ed incisivo come sarebbe lecito aspettarsi da una compagine di primo livello.

Indipendentemente dal normale ritardo di condizione dei vari Borriello, Huntelaar ed Inzaghi, permane la sensazione che manchi un'ulteriore alternativa capace di trasformare il Milan in frangenti come questi.
Difesa e mediana sono invece le due zone del campo sulle quali era necessario intervenire maggiormente (e non ci riferiamo solo al calciomercato) e sulle quali Allegri intende lavorare con più attenzione. Riuscire ad accorciare le distanze tra questi reparti, in virtù di una retroguardia più alta e di un centrocampo più compatto e dinamico, faciliterebbe molto il compito di assorbire senza danni quei contropiede avversari che ad oggi rappresentano il principale tallone d'Achille.
Domenica prossima, intanto, arriva il tanto atteso debutto di fronte al pubblico di San Siro nel consueto vernissage contro la Juventus e con esso risposte più definitive su questo Milan da lavori in corso. Molti sognano di vedere al fianco di Galliani e Berlusconi, seduti in tribuna, il supercolpo dell'ultim'ora per riaccendere l'entusiasmo dei tifosi, io mi accontenterei di una seconda punta e di un terzino di buon livello. Ai posteri l'ardua sentenza...