Mercato: finto immobilismo del Milan, la Juve di oggi non preoccupa, l'Inter resta mina vagante
La gente incuriosita, affascinata e un pizzico preoccupata, si domanda: “Ma il Milan è immobile o studia come e quando affondare il colpo?”. Semplice, la dirigenza di via Turati aspetta prima di tutto il momento opportuno, ovvero il frangente in cui il club d'appartenenza del giocatore si trova costretto o quasi, a scendere a compromessi. Gli altri fattori da tenere in considerazione sono: la programmazione della logistica (ovvero quando condurre in porto la trattativa) e presentare il colpo, facendo sì che risulti di forte impatto mediatico e magari difficile da controbattere per le avversarie. Giocare a carte coperte comporta zero rischi, anzi, mette alle corde le concorrenti (Inter e Juve su tutte) che non avendo alcun punto di riferimento, saranno chiamate a dover rispondere o comunque operare egregiamente per limare il gap palesato dal campo quest'anno. L'esempio più azzeccato può essere dato dal tenore del mercato in entrata, rapportato a quello in uscita. Galliani non cederà nessuno dei big, se non Pirlo lasciato libero per motivi tecnici, in entrata invece ha aperto a giovani di ottime speranze e sta lavorando ad ulteriori obiettivi, in grado di elevare all'ennesima potenza il valore qualitativo del gruppo. Immaginare un Milan più forte di quello attuale non è utopia, anzi, rapportare le avversarie di turno al gruppo rossonero, in questo momento sembra quasi avventato.
La Juve a cerca di identità e di colpi ad effetto, stenta e pare lontana millenni dagli splendori di un tempo, la mancanza d'Europa e un progetto tutto da imbastire, non allettano i top players che badano spesso più alla vetrina che al compenso. Dunque lo scarso appeal stringe il cerchio dei fuoriclasse disponibili al trasferimento, tutto ciò unito alla difficoltà oggettiva riscontrata nel cedere alcuni elementi della rosa, rallenta clamorosamente le operazioni in corso ponendo in grave imbarazzo Marotta e co. Situazione diversa per l'Inter, forte di un presidente ben disposto agli investimenti, ma "costretto" a fare i conti con un programma mirato al rispetto del fair-play finanziario e soprattutto con un restyling dovuto alle tante voci di mercato che aleggiano sui vari Maicon, Sneijder ed Eto'o. Non va tralasciato il discorso tattico, per quanto offensivo e simile a quello leonardiano, il progetto di Gasperini verte su meccanismi di gioco particolari che potrebbero portare a decisioni importanti e quindi, da ponderare con una certa cura. In casa Milan tutto tace o quasi. Il vantaggio determinato dal successo stagionale non sembra ancora in bilico, il programma è stato stilato su punti di un certo spessore e, dunque si aspetta solo di capire come e quanto si muoveranno le altre, per poi agire di rimessa. Non vanno sottovalutate le altre "bellezze" del campionato, la Roma studia un programma lungimirante e dunque, difficilmente appagante nell'immediato, il Napoli nonostante l'ottimo piazzamento ottenuto quest'anno dista ancora qualche lunghezza dal duo milanese e la Lazio come le migliori opere in fase di restauro, andrà giudicata solo dopo la prima metà del torneo.
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