Milan d'Arabia, ecco tutti gli intrecci già in essere. Gli sponsor aumentano e non scappano. E' un segnale. Guardiola è il prescelto ma Allegri ha una missione da portare a termine
Berlusconi vende, Berlusconi non vende. Berlusconi cede il Milan, anzi no. Cede solo una parte di azioni. Si è detto tutto il contrario di tutto in questa settimana che ha seguito il capitombolo nel derby e dove il campionato si è fermato a causa della pausa per le nazionali. Che il Milan non possa più gravare totalmente sulle spalle della famiglia Berlusconi che da 26 anni ne detiene il timone è cosa ormai appurata. Il presidente, dall’alto della sua esperienza imprenditoriale, ha aperto all’ingresso di nuovi soci che vogliano dare una mano con la loro partecipazione al mantenimento ad alti livelli del Milan. Si è parlato di sole due piste possibili, ovvero quella araba e quella russa. Da scartare quella italiana, perché Ferrero e Squinzi non sono interessati ad investire i loro capitali nel calcio che conta. Molti, scottati dal fallimento dell’operazione Malaga, additano gli arabi e in particolar modo la famiglia reale del Qatar, come gente poco affidabile. Meglio affidarsi ai russi, più seri e già pronti a mettere sul piatto cifre stratosferiche. Alt, fermi tutti, non è proprio così. Per cedere parte del pacchetto azionario di un club come il Milan c’è bisogno di contatti, sondaggi e grande volontà d’investimento. I russi hanno manifestato, in alcuni casi, interesse ad entrare nel Milan. Ci sono dei contatti, si vedrà. Nei mesi scorsi, tramite conoscenze personali, Silvio Berlusconi ha sondato il terreno con la Gazprom ma dai leader russi del gas non è arrivata la risposta che ci si aspettava. Dall’altro lato la pista araba, quella più concreta e che sta presentando un progetto serio alla famiglia Berlusconi per quel che riguarda un ingresso più ampio dentro la holding di famiglia, ovvero Fininvest. Galliani ha smentito a più riprese qualsivoglia trattativa, ma è normale visto il suo ruolo mettere la sabbia sopra le voci in quanto ci sono troppi interessi in ballo.
Nei giorni scorsi si è parlato di un patto tra Al Jazeera e Mediaset. Vero giusto, ma spieghiamo che cos’hanno in mente i magnati. L’idea di base è quella di fare così come è stato fatto in Francia con Canal+ ovvero acquisire i diritti tv del calcio entrando in rotta di collisione con Sky nell’asta per l’acquisizione dei diritti primari del calcio. Questo favorirebbe l’alleanza con la piattaforma Premium di Mediaset, quella che adesso è più vicina alle tasche del consumatore. Al Jazeera Italia, tra l’altro, fa parte del gruppo editoriale di Infront che da circa un anno è anche l’editore di Milan Channel oltre ad essere il partner che ricerca i rapporti di sponsorship per il Milan. Un disegno che ai più potrà sembrare strano ma che ha un suo filo logico.
Parlando proprio di sponsor, sono importanti e ricche le ultime entrate in casa Milan con Freccia Rossa, Suisse Gas, Izi Poker, United Bisquits International il che sta favorendo l’aumento degli introiti dalla parte commerciale che dovrebbe coprire i mancati introiti da stadio di questo secondo semestre del 2012 che, ad occhio, sono calati e anche di parecchio in diretta proporzione agli abbonamenti e ai vuoti presentati da San Siro. La conferma da parte degli altri sponsor della loro presenza, anche dopo le cessioni illustri di Ibra e Thiago Silva, nonostante in tempi estivi qualcosa sia traballato, è una conferma di come il brand rossonero attira ancora.
Guardiola continua a essere il sogno di Silvio Berlusconi e il suo agente ha confermato i contatti con i rossoneri e questo non può non essere tralasciato. Il catalano di certo non ha la bacchetta magica ed ha costruito la sua fortuna allenando giocatori di un certo spessore tecnico. I vari Traoré e Constant passando per lo stesso Boateng, non sono giocatori che si sposano con il metodo e la filosofia di gioco di Guardiola. La rosa necessita di un’iniezione di qualità importante, con giocatori futuribili e che possano costituire la base per un futuro roseo e ricco di successi. Allegri, allo stesso tempo, deve poter lavorare in tranquillità e trovare una soluzione tecnica a questo Milan che non segna. Il rientro di Pato, sperando in bene, potrebbe risolvere in parte il problema della sterilità offensiva della squadra. Strootman è una pista per giugno, come tutti i progetti di casa Milan. Anche se l’incombenza primaria, adesso, si chiama Lazio e risalita in campionato e, senza dileggio, l’obiettivo stagionale del Milan dovrebbe essere vincere la TIM Cup. Perché fin quando non arrivi in finale è una coppetta, quando arrivi a Roma e assapori il nettare della vittoria, diventa importante.
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