Milan da un record all’altro. Può tornare in Champions anche perdendo a Bergamo, ma in ogni caso per il futuro serviranno certezze come De Paul e Donnarumma, non nuove promesse

18.05.2021 00:00 di Alberto Cerruti   Vedi letture
Milan da un record all’altro. Può tornare in Champions anche perdendo a Bergamo, ma in ogni caso per il futuro serviranno certezze come De Paul e Donnarumma, non nuove promesse
MilanNews.it

Calma e sangue rossonero. Non è ancora finita come pensano molti, magari prendendosela con la Juventus e con quel rigore-omaggio del 3-2 contro l’Inter che l’ha rimessa in corsa per la Champions. Il Milan dei (troppi) giovani ha abbondantemente dimostrato quest’anno di passare da un record all’altro, smentendo i troppo facili pronostici, a cominciare dall’ultimo secondo il quale era scontato battere il Cagliari, oltretutto già salvo da poche ore. Ricordare, per credere, il record eguagliato dei punti in trasferta (46) con 15 vittorie, un pareggio e appena una sconfitta, clamorosa, a La Spezia. In casa, invece, soltanto 30 punti, frutto di 8 vittorie, 6 pareggi con l’unico 0-0 contro il Cagliari e ben 5 sconfitte. Tipici alti e bassi di una squadra giovane, che ha vinto quando sembrava in difficoltà, come sul campo della Roma, del Verona, della Juventus e del Torino, mentre si è fermata quando tutto sembrava più facile, come nelle gare casalinghe contro l’Udinese, il Genoa, la Sampdoria, il Sassuolo. Per questo non ci stupiremmo se domenica sera vincesse a Bergamo e non perché l’Atalanta arriverà stanca dopo la finale di domani di coppa Italia contro la Juventus, oppure rilassata nel caso di un successo. Il Milan può vincere, come ha vinto 3-0 sul campo della Juventus che non lottava per la salvezza come il Torino. Ma anche se non vincesse, potrebbe ugualmente qualificarsi grazie agli altri risultati, perché proprio l’ultima giornata ha dimostrato quanto siano inutili i discorsi sulle partite scontate di fine campionato. E allora può anche capitare che il Milan e la Juventus pareggino o perdano contemporaneamente, a Bergamo e Bologna, perché Mihajlovic come i suoi colleghi Cosmi del Crotone, e Semplici del Cagliari, non regalerà nulla e in questo caso sarebbe ancora più bello per il Milan qualificarsi per la Champions. In caso contrario, con una vittoria della Juventus e una sconfitta o un semplice pareggio del Milan, addio Champions e questo sarebbe il record peggiore, non soltanto della stagione rossonera, ma della storia del nostro campionato, perché nessuna squadra campione d’inverno ha mai chiuso sotto il quarto posto.

Comunque vada a finire, questo campionato ha dimostrato che sui giovani, a cominciare da Leao, non si può fare affidamento se oltre all’età manca la qualità e soprattutto la continuità, tipica dei campioni, vedi Nadal nel tennis. Per il futuro, con o senza Champions, servono certezze, meglio ancora se campioni. E quindi, prima di tutto, urge il rinnovo a Donnarumma, a costo di fare un sacrificio perché è inutile spendere 4 o più milioni per tenere il sopravvalutato Calhanoglu, 4 o più milioni per rinnovare il contratto al declassato Romagnoli, sparpagliando altri milioni di ingaggio per giocatori come Castillejo, Krunic o Meitè, e non darne due in più a Donnarumma che anche domenica ha salvato due volte il Milan dalla sconfitta ed è l’unico campione vero della squadra, con un futuro davanti, grazie ai suoi 22 anni, 17 in più di Ibrahimovic al quale però è già stato, intempestivamente, rinnovato il contratto. Meglio pensare ad acquistare giocatori dal rendimento sicuro, come l’argentino De Paul, ideale per regalare fantasia e gol al centrocampo, visto che ne ha segnati 9 (3 su rigore) nell’Udinese, o come l’esterno d’attacco Politano che pur non essendo titolare ne ha segnati altrettanti nel Napoli e senza rigori. E poi, naturalmente, non bisogna scordare l’obiettivo principale che deve essere Vlahovic. Perché soltanto così si può costruire una squadra che non si limiti a partecipare, programmando un eterno futuro che non diventa mai presente. In Italia e in Europa, qualsiasi essa sia.