Milan, parola d'ordine: ripartire
Ripartire. E in fretta. Nonostante le notevoli difficoltà palesatesi nel corso di una settimana orribile, che ha visto diventare sempre più pallida l'ambizione di proseguire un'emozionante rimonta ai danni dell'Inter e con l'obiettivo Coppa Italia prematuramente accantonato dopo lo sconcertante 0-1 con l'Udinese di mercoledì scorso.
Ripartire, e di corsa, nonostante il pomeriggio non proprio felicissimo del sig. Trefoloni e dei suoi assistenti, arrivato quasi inevitabilmente dopo una settimana in cui tutto si è detto e fatto, tranne che mettere il fischietto senese nelle condizioni ideali per dirigere serenamente il match di San Siro. Ma qui ci fermiamo, per non venir meno alla linea guida dettata in qualche modo dalla società di via Turati e dal suo allenatore e per non rinfocolare fastidiose polemiche con "l'altra squadra di Milano" (Galliani dixit).
Ripartire, dicevamo. Perchè non possono essere disconosciuti i limiti di gioco espressi contro il Livorno dai ragazzi rossoneri, incapaci di superare la resistenza della muraglia predisposta da Serse Cosmi, a fronte di una netta superiorità territoriale e dell'unica, e purtroppo fatale, palla-gol concessa agli avversari. Senza dimenticare le oggettive problematiche che hanno contraddistinto la preparazione di questo importantissimo impegno per il tecnico brasiliano. Alla già note assenze di Nesta e del lungodegente Pato si sono aggiunte quella di un Pirlo, mai come in questo momento vero fulcro della manovra milanista, e della perdita per infortunio in corso d'opera di Borriello.
Defezioni che, unite alla prestazione scadente di un Beckham che aveva fatto sognare nelle prime apparizioni di inizio 2010 e di un Ronaldinho ed un Seedorf a mezzo servizio, sono diventate un lusso che il Milan non è più in grado di concedersi. E che riportano di strettissima attualità il capitolo mercato, in via di conclusione e finora avaro di soddisfazioni per i nostri colori; salvo clamorosi colpi di scena, come ha fatto più o meno intendere Adriano Galliani con alcune dichiarazioni del post-partita. In particolare la difesa, alla voce esterni ed un' affidabile alternativa della coppia titolare Nesta-Thiago Silva, e il reparto degli attaccanti laterali necessitano una piccola opera di restauro.
In attesa di un insperato aiuto dalle ultime ore a disposizione nella sessione di riparazione, resta la sensazione per nulla piacevole di una formazione in calando a seguito delle entusiasmanti performances casalinghe con Genoa e Siena e della trasferta vittoriosa di Torino. Proprio nel momento in cui la stagione, e con essa le ambizioni di giocatori, staff tecnico, società e tifosi, entra nella sua fase culminante e all'orizzonte si affacciano minacciosi gli sguardi cattivi di quei "diavolacci" di Rooney, Giggs e Scholes. 16 febbraio,Milan-Manchester Utd, ottavi di Champions League: data e appuntamento da segnare in rosso e assolutamente da non fallire. A proposito, dal pomeriggio dell'Emirates Stadium (in casa dell'Arsenal) sono arrivati tre boati che incutono timore. Forza e coraggio, il tempo non manca. A patto di presentare un Milan molto diverso e di dare seguito al discorso lasciato in sospeso qualche domenica fa. Con una sola parola d'ordine: ripartire!
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