Pato: tutta la schiettezza del presidente. Milan-Juventus e la pretattica. Strama: 3 baby in campo, 3-0 a Kazan. Arbitro Rizzoli: l'Inter ti guarda...

Pato: tutta la schiettezza del presidente. Milan-Juventus e la pretattica. Strama: 3 baby in campo, 3-0 a Kazan. Arbitro Rizzoli: l'Inter ti guarda...MilanNews.it
sabato 24 novembre 2012, 00:00Editoriale
di Mauro Suma

Il presidente Berlusconi che non usa giri di parole è il presidente Berlusconi più autentico. La schiettezza è il suo forte. Il palcoscenico il suo destino. C'è un tema forte sul Milan? Ecco la frase volante ad un tifoso, ad un giornalista, ai margini di un meeting o nei pressi di uno dei suoi palazzi romani. Fu così che nel 2006 i tifosi del Milan seppero che stava per partire un certo Andriy Shevchenko. Silvio Berlusconi lo disse in pubblico ad un bimbo: Sheva è il tuo idolo? Bene, peccato che lui se ne voglia andare...E così passando per Ancelotti e Leonardo, siamo all'oggi. Al Pato che è un problema. Ma prima ancora di oggi, il presidente Berlusconi aveva dimostrato tutta la sua buona fede sul tema lo scorso 12 Gennaio 2012, il giorno che ha cambiato la storia del Milan. Pato è rimasto? L'ho deciso io, per motivi tecnici ed economici. Motivi confermati ieri: era un grande talento su cui puntare per far ruotare attorno a lui tutta la squadra. Per questo l'ho tenuto. Ma oggi...Oggi è diverso. Ed è così, non ci sono elementi per contraddire il presidente Berlusconi. E' vero che Pato nel 2008 e nel 2009 non ha avuto infortuni e che questi ci sono stati nel 2010 e nel 2011. Ma è altrettanto vero che ad ogni rientro era subito Pato vero, era subito Pato-gol. Tutti i rientri da infortunio del 2012 non hanno invece più fatto riaffiorare il fuoriclasse di Pato Branco. L'ultima speranza prima di Gennaio è che la frase del presidente Berlusconi scuota Pato. Ma davvero. Pato deve uscire dalla nuvola del va tutto bene, vinciamo, io sono pronto. Pato deve affrontare il problema, come non ha fatto purtroppo al momento del rigore di Milan-Fiorentina, senza fare sconti a sè stesso. Ci sono momenti della vita di un uomo in cui nessuno ti può aiutare. Nessuno. Ci sei solo tu e un avversario fortissimo, te stesso. E' lì che si gioca e che si deve giocare la partita. Io penso ancora che ne valga la pena. Altrimenti servirà tutta la capacità di Adriano Galliani per far scaturire da questa vicenda, o prima del 12 Gennaio 2013 o dopo il 12 Gennaio 2013, qualcosa che ricambi la storia del Milan.

A Torino hanno iniziato giovedì con Chiellini: non si è allenato...Poi ieri Bonucci: ha la febbre...Sembra la sindrome di Maicon che, nei suoi anni milanesi, era sempre infortunato all'inizio della settimana del derby e poi i derby finiva per giocarli tutti e regolarmente. E' la pretattica, baby. E che la grande Juventus di questo anno e mezzo vi faccia ricorso prima di affrontare una squadra che ha 15 punti in Campionato, è già un bell'attestato per l'avversario. La pretattica è cautela, è preoccupazione. E mentre tutt'attorno è tutto un fiorire della ritrovata armonia fra Milan e Juventus per via dei complimenti per le rispettive prestazioni in Champions League, la verità è che Milan-Juve è già iniziata e la pretattica impazza a tutti i livelli. Chi parla per primo nel pre-partita di Sky? Quello della spensieratezza pre Juve-Inter? Parla prima il dirigente juventino o milanista? Gioca in casa il Milan, quindi...Particolare irrilevante? Certo che no, l'ultima parola ha un effetto mediatico decisivo. E la conferenza stampa? Chi parla prima e chi dopo? La Juve ha tagliato la testa al toro (non me ne vogliano i cari amici granata) e non parla, il Milan parla tardi, dopo le 17.00 di oggi, con il suo allenatore. E' il calcio di oggi, fra grandi società che sanno usare sia la correttezza diplomatica che la cattiveria sui dettagli più significativi.



Andrea Stramaccioni mi è diventato simpatico. Davvero, nessuna prevenzione. Trovo che abbia talento e che non sia mai velenoso. E' un tecnico interessante, che sa prendere atto delle verità del campo e che sa avere un dialogo costruttivo con i suoi giocatori. Mi piace. Ma lo critico, perchè sbaglia. Anche se gli errori che commette sono quelli tipici di un giovane difensore, di un giovane centrocampista, di un giovane attaccante. Il giovane è smanioso per natura. E il giovane allenatore a Bergamo, la prima partita dopo aver toccato il cielo di Torino, lo è stato. Ha messo la difesa a 4 e ha perso la bussola. Non solo il rigore a favore dell'Atalanta c'era, ma oltre ai 3 gol realizzati i bergamaschi ne potevano fare altri. A Bergamo, Andrea ha perso il controllo dell'acceleratore. Lo ha schiacciato troppo e la macchina è impazzita. Tre gol subiti a Bergamo, due col Cagliari e tre a Kazan. Dove non regge la tesi dell'Inter baby, perchè l'1-0 il Rubin lo segna con soli quattro ragazzi (di cui uno in porta...) in campo diventati poi addirittura tre al momento delle ultime due reti della gara. Strama ha avuto fretta e ha sbilanciato la squadra. In realtà lui non può prescindere da un 3-5-2 con un Cambiasso fra i tre dietro se mancano Samuel e/o Ranocchia o con Cambiasso appena davanti alla difesa, come nel derby, se è possibile schierare la difesa titolare. Dopo la Juventus, era umano continuare a voler fare punti e rafforzare un po' il proprio personaggio. Legittimo e quasi inevitabile. Ma i tre punti di distacco accusati sulla Juventus dopo l'1-3 dello Stadium e il primo posto lasciato al Rubin Kazan nonostante ci fosse tutto il tempo di preparare Parma-Inter il lunedì sera, sono un tributo molto alto. Che non è passato inosservato agli occhi del presidente Moratti.

Milan-Juventus, arbitra Rizzoli. Ottimo, dice Galliani. E ci pare di vederlo quando lo dice, con gli occhiali bassi e lo sguardo che corre lontano. Il Milan vuole fare una grande partita, ma non ha impellenti pruriti di classifica avendo tutto il tempo per risollevarsi da una zona di classifica così bassa. E' più che altro l'Inter, appena uscita da una buriana arbitrale, ad essere preoccupata. E' l'Inter avversaria della Juventus che pensa al gol di Muntari non visto con il quarto uomo che non riesce ad aiutare l'arbitro, è l'Inter che pensa a Pechino e a Catania. Il Milan semmai può ricordarsi del rigorino (non rigorissimo) di Abate a Palermo e poco altro. Certo il confronto a distanza fra il Tagliavento di Juventus-Inter e il Rizzoli di Milan-Juventus c'è e ci sarà. L'augurio di tutti gli sportivi di buona volontà, e solo perchè la partita di San Siro è la prossima mentre quella di
Torino appartiene ormai al passato, è che lo vinca a questo punto proprio il signor Rizzoli di Bologna con una convincente prestazione arbitrale.