Redbird: senza difesa rischia il terzo posto. E sul mercato basta “cincischiare”. Scaroni assente nel vertice con Gravina
È la seconda eliminazione consecutiva per il Milan, la meno dolorosa e sanguinosa rispetto a quella patita in Champions league. E se in quella circostanza hanno pesato sul giudizio gli sprechi delle prime due sfide e il singolare rigore ricevuto in omaggio dal Psg, questa volta in coppa Italia, che segue la sconfitta patita a Bergamo in campionato, la spiegazione è molto semplice. E non si tratta di un alibi ma di un motivo tecnico: senza difensori non si può fare molta strada. Può andarti bene col Cagliari puntando su un manipolo di giovanotti della primavera, ti può andar bene in campionato con Sassuolo ed Empoli per la ridotta cifra tecnica dei rivali ma appena l’asticella si alza, con l’Atalanta, lo schieramento d’emergenza ha mostrato tutti i suoi limiti. E se a questo deficit si aggiunge il contributo pari a zero di Jovic in attacco, beh allora nessuna meraviglia o quasi per la seconda sconfitta consecutiva con l’Atalanta di ieri che mette con le spalle al muro la governance del club rossonero. Già perché sul mercato è inutile continuare a cincischiare con le trattative per un milione in più o uno in meno: o si è in grado di assicurare a Pioli un altro difensore (Gabbia toccato alla testa da De Roon) di rendimento garantito, oppure persino il terzo posto, penultimo obiettivo a disposizione, può risultare a rischio. Nonostante il risveglio promettente di Leao.
POPOVIC E KRUNIC- Per essere chiari: Pioli ha bisogno di un altro difensore dopo Gabbia e Terracciano (che all’occorrenza può essere utilizzato da centrocampista). Il motivo è elementare: quando torneranno Tomori, Kalulu e Thiaw? L’inglese sarà probabilmente il primo a febbraio, gli altri due avranno una ripresa più lunga. Da qui fino a marzo ci sono tantissimi impegni tra campionato ed Europa league ed è francamente illusorio immaginare che Pioli possa andare avanti per un paio di mesi con soluzioni d’emergenza. Approvazione totale invece sulle scelte societarie a proposito di Popovic e Krunic. Se gli agenti del giovanotto di 18 anni, destinato alla primavera del Milan e non alla Champions league, si presentano a Milano senza preavviso e chiedono 2 milioni di commissioni i casi sono due: o non hanno alcuna idea su come funzioni il calcio professionistico in Europa oppure pensano che il loro assistito sia il nuovo Mbappè. Per Krunic è giusto accompagnarlo alla porta cercando di incassare la maggiore cifra possibile visto che il giocatore ha “rotto” oltre che con Pioli anche con il resto dello spogliatoio per via del suo recente comportamento. D’accordo, i turchi gli offrono un ricco stipendio ma c’è modo e modo di congedarsi dal proprio gruppo di lavoro.
ASSENZA- Mercoledì mattina, a Roma, negli uffici della federcalcio, si è svolto il primo vertice del nuovo anno convocato dal presidente Gravina per mettere a punto le riforme indispensabili al calcio italiano. È stato solo il primo incontro, altri ne seguiranno. Ma quello che voglio segnalare è un altro aspetto. Alla riunione c’erano quasi tutti i rappresentanti della serie A oltre che i dirigenti di primo piano del settore, da Marotta a Lotito. Ho scritto “quasi tutti” perché da quello che si è letto sulle agenzie mancava Paolo Scaroni, presidente del Milan. Avrà avuto sicuramente altri impegni professionalicui dedicarsi. Sul fronte politico e dell’attività di pubbliche relazioni nel mondo del calcio, il Milan vanta un evidente disinteresse rispetto ai suoi naturali competitor.

Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 8/08 del 22/04/2008
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale e responsabile: Antonio Vitiello
© 2026 milannews.it - Tutti i diritti riservati
Sito non ufficiale, non autorizzato o connesso ad A.C. Milan

