Scudetto, sembra scritto nel destino
A un punto dall'Inter sognare è più che lecito. Leonardo sta portando a termine nel migliore dei modi una stagione indimenticabile iniziata tra mille difficoltà e tra mille incertezze. Analogie, dejà-vu, corsi e ricorsi si sprecano e si moltiplicano. Per il modo in cui è iniziata: tra il pessimismo e la cessione di un big, allora fu Sheva a giugno fu Kakà, ricorda meravigliosamente l'anno dell'ultima Champions League, quella inaspettata di Atene. La coppa dalle grandi orecchie è stata salutata in anticipo ma un altro traguardo importante da abbracciare a fine stagione è rimasto. In porta c'è di nuovo Cristian Abbiati, come nel Milan di Zaccheroni, quello della rimonta alla Lazio capolista.
L'eliminazione con quattro sberle prese dal Manchester United fa scopa con quelle prese dal Deportivo nel 2004, inutile ricordare che a maggio fu scudetto, l’ultimo a tinte rossonere. Anche la partita vinta contro il Chievo all'ultimo respiro assume molteplici significati. Al ritorno da La Coruna il Milan di Ancelotti faticò parecchio per battere l'Empoli, fu 1-0 anche in quell'occasione, però in trasferta. Facile poi ricordare il gol in pieno extra-time di Shevchenko proprio contro il Chiedo sempre nel 2004, con un bel colpo di testa l'ucraino anticipò Marchegiani e siglò la rete del pareggio, stavolta Clarence Seedorf nel recupero ha regalato la vittoria al Milan che adesso è a un solo passo dall'Inter. Insomma le analogie con le stagioni delle grandi gioie non mancano, a Leo il compito di trasformare il grande sogno in realtà, sembra scritto nel destino.
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