Tutti i disastri della stagione dalla A alla Z, l'alfabeto del fallimento rossonero

Tutti i disastri della stagione dalla A alla Z, l'alfabeto del fallimento rossonero
© foto di Fabrizio Tomasello
martedì 13 novembre 2012, 00:00Editoriale
di Fabrizio Tomasello

 

Dopo l’ennesima batosta subita dal Milan, sesta sconfitta su 12 partite di campionato, forse è il caso di fermarci un attimo ad analizzare il fallimento della stagione rossonera. E nemmeno a farlo apposta iniziamo proprio con una dedica all’allenatore più discusso d’Italia.
A come ALLEGRI. Non è il principale imputato di questa stagione avvilente del Milan, ma settimana dopo settimana ci sta mettendo del suo con continui cambi di modulo, scelte di formazione cervellotiche e incapacità di regalare un pizzico di continuità a questa squadra. Se riuscisse ad arrivare a fine stagione sarebbe un miracolo, di sicuro il suo contratto non arriverà a conclusione. Il prossimo anno la panchina rossonera avrà un altro inquilino.
B come BERLUSCONI. Dopo tanti anni di straordinari successi, la stretta attualità racconta di una recente decisione clamorosamente sbagliata (bloccare la cessione di Pato al PSG e il conseguente arrivo di Tevez) che, in perfetto stile “sliding doors”, avrebbe cambiato il corso degli eventi: perché il Milan con un Tevez in più, probabilmente l’anno scorso non avrebbe lasciato lo scudetto alla Juve e con il tricolore sul petto lo smantellamento totale della rosa non sarebbe avvenuto. La conseguente scelta di vendere i big per ripianare il bilancio può essere anche capita, ma la sceneggiata nel caso Thiago Silva resta imperdonabile.
C come CHAMPIONS LEAGUE. Malgrado una squadra dissestata, la qualificazione agli ottavi è ancora in bilico. Le due prossime partite (Anderlecht fuori e Zenit in casa) sono alla portata anche di questo Milan e si dovrà fare di tutto per portare a casa il risultato. Prima di tutto perché garantirebbe ai ragazzi una straordinaria dose di autostima e poi perché i soldini ricevuti dall’UEFA sarebbero indispensabili per provare a tamponare tutte le falle che ci sono attualmente in rosa.
D come DIFESA. E’ il reparto più disastrato quest’anno. A parte i terzini Abate, De Sciglio e Constant che salvo con fatica, il resto è praticamente tutto da rottamare. Dei cinque centrali in rosa (Mexes, Bonera, Yepes, Acerbi e Zapata) non ce n’è uno realmente affidabile e il fatto che Allegri abbia schierato 16 difese diverse in 16 partite la dice tutta sulle difficoltà del Mister di trovare i titolari.
E come EL SHAARAWY. Meno male che c’è il Faraone. E’ lui l’unica nota sfavillante di questo inizio stagione da incubo. Lui a regalare ancora qualche vibrazione positiva all’affranto popolo rossonero. Lui l’elemento imprescindibile su cui ricostruire. Almeno fino al prossimo risanamento di bilancio.
F come FRANCIA. Mexes, Flamini, Mesbah, Niang, Traorè, i virgulti della colonia francese rossonera si stanno facendo terra bruciata intorno. Protagonisti sciagurati di un pessimo avvio di stagione, si consiglia loro un immediato rientro in patria.
G come GOL. Non ce ne voglia il nostro Amministratore Delegato al quale avevamo pensato di dedicare la lettera G, ma quello del gol è uno dei casi più spinosi da risolvere in casa Milan. Contro la Fiorentina, a parte lo sputnik di Pato sul rigore e il gol di Pazzini, nemmeno lo straccio di un tiro in porta. Eppure gli attaccanti di razza in rossonero ci sono: El Shaarawy, il Pazzo, lo stesso Pato, Bojan, Robinho, Boateng…e allora dov’è il problema?
H come HUNTELAAR. Il “cacciatore” olandese continua a fare sfracelli in Bundesliga nello Schalke 04 e resta uno dei maggiori rimpianti per i tifosi del Milan.
I come IBRAHIMOVIC. Chi diceva che il Milan era Ibra-dipendente forse non aveva del tutto ragione, ma quanto ci manca il nasone svedese e soprattutto quanto manca a tanti suoi ex-compagni che da quando è andato via lui hanno smesso di giocare al calcio.
L come L’AVEVODETTOCHEFINIVAMALE, la frase che i tifosi del Milan ripetono come un mantra da ormai 3 mesi. E purtroppo tutte le più funeste previsioni stanno drammaticamente prendendo forma.
M come MERCATO. Questa voce merita un dignitoso silenzio, visto che l’ultimo mercato del Milan è stato uno dei più catastrofici, dannosi, sciagurati di oltre un secolo di storia rossonera. L’augurio è che questo silenzio possa servire a chi di dovere per riflettere sulla quantità industriale di errori commessi e sulle modalità per risolverli.
N come NOCERINO. E’ l’emblema del Milan che fu. Luccicante, efficace e perfino velenoso in zona gol fino a pochi mesi fa, quest’anno sembra la parodia dello splendido centrocampista ammirato l’anno scorso. Con un’aggravante: prima di vivere il suo momento di gloria al Milan l’anno scorso, il buon Noce era un onesto faticatore di centrocampo, che lottava su ogni pallone con il coltello tra i denti. Adesso, dopo gli 11 gol segnati la precedente stagione, sembra imborghesito, gioca di fino e di tacco, senza averne le qualità. E i risultati si vedono.
O come OSSERVATORI. Va bene Braida che una volta all’anno parte per un paio di settimane e va a vedere qualche partita in Sud America, ma qualcuno conosce l’intero organico della rosa degli osservatori del Milan? Siamo in clima di spending review, benissimo. Non ci sono più soldi per i grandi campioni, benissimo. E allora diamoci da fare con gli osservatori, sguinzagliamone un numero considerevole in giro per il mondo (non solo in Brasile e in Argentina) e cerchiamo di portare a Milanello qualche prodigio prima che arrivi a costare una fortuna.
P come PATO. Il “paperino” meriterebbe un libro a parte, ma forse in questo momento è il caso di calare un velo pietoso su un giocatore che sta cercando a fatica di ritrovare una condizione accettabile dopo i quasi due anni di stop per infortuni vari.
Q come QUIZ che giro a tutti gli addetti ai lavori. Riuscirà il Milan ad infilare quest’anno almeno tre vittorie consecutive?
R come REAZIONE. Il Milan continua a regalare i primi tempi agli avversari. Ogni tanto riuscendo anche a recuperare grazie a delle belle reazioni di grinta, cuore ed orgoglio. Ma è così complicato scendere in campo ed iniziare a giocare a calcio fin dal primo minuto?
S come SUD, la curva di San Siro riempita dal tifo caldo rossonero. Encomiabile nei confronti della squadra, sempre incitata e supportata anche nei momenti più difficili, ma un po’ troppo accomodante nei confronti di una dirigenza che quest’anno meriterebbe più di una critica.
T come come THIAGO SILVA. Vedi alla lettera I.
U come ULTIMASPIAGGIA. Almeno una dozzina dall’inizio della stagione per il povero mister Allegri. Il rischio è che a furia di passeggiate in riva al mare, il tecnico di Livorno rischi di non capire più se il suo mestiere è quello di allenatore del Milan o di bagnino di Baywatch.
V come VINCENZO MONTELLA. Ieri nel confronto diretto con Allegri, l’allenatore della Fiorentina ha dimostrato di avere grandissime qualità. Questa in viola è la terza stagione che Vincenzino lascia tutti a bocca aperta per il gioco che riesce a regalare alle sue squadre, la Roma, il Catania e adesso la squadra di Della Valle. Viste le difficoltà di arrivare a Pep Guardiola, io vedrei benissimo Montella sulla panchina rossonera il prossimo anno.
Z come ZAPATA. Anche lui, suo malgrado, riferimento paradigmatico dell’assurdo mercato rossonero: la Fiorentina va in Spagna e pesca dal Villareal Borja Valero e Gonzalo Rodriguez. Anche Galliani va in terra iberica, però torna con il difensore colombiano, protagonista indiscusso della retrocessione del Sottomarino Giallo.

Continuate a seguirci su Facebook (gruppo Passione Rossonera) e su twitter (@radioradiomilan). Appuntamento a martedì prossimo.