Un brasiliano di "troppo" in attacco. Il restyling di Allegri

Un brasiliano di "troppo" in attacco. Il restyling di AllegriMilanNews.it
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giovedì 28 ottobre 2010, 00:00Editoriale
di Antonio Vitiello

La ventata di entusiasmo dopo il successo contro il Napoli si è contrapposta all’aria di pessimismo proveniente dalla Spagna in seguito alla batosta di Madrid. Bilancio tutto sommato equilibrato che proietta la squadra di Allegri verso il primo big match della stagione. Espugnare il fortino napoletano dopo 13 anni di rinunce e rinvii ha dato consapevolezza alla squadra di poter ottenere risultati “complicati” e molte volte inaspettati. E’ con questo spirito di rivalsa che il Milan affronterà la Juventus sabato sera. Allegri dovrà sciogliere alcuni importanti dilemmi. Non solo in difesa e a centrocampo, ma soprattutto in attacco. Con un Robinho in grande spolvero sarà complicato riportalo in panchina, anche perché l’ex giocatore del City è al momento uno dei più decisivi in attacco (Chievo e Napoli insegnano). Reinserire Ronaldinho nel parco attaccanti non sarà facile. Dinho negli ultimi allenamenti dovrà dare prova di aver pienamente recuperato dall’infortunio e di voler tornare a brillare come un tempo. Tuttavia la stagione di Dinho fino a questo momento non è stata negativa sotto il profilo dell’impegno. Non è decisivo sottoporta come nella passata stagione, ma è migliorato nel dialogo offensivo e nel sacrificio. La scelta di Allegri non sarà facile, per nulla. E se invece la staffetta fosse tra Robinho e Pato? Il capocannoniere del Milan (insieme a Ibra) nelle ultime due partite è apparso molto superficiale e poco determinato. Non solo per la scarsa incisività in area avversaria, ma anche per l’eccessivo “egoismo” mostrato in alcuni frangenti nella trasferta partenopea. Un forte segnale potrebbe arrivare dal tecnico che mostrerebbe in questo caso di non aver gradito il suo atteggiamento.

Pato resta un fenomeno ma lo spirito di sacrificio per la squadra non deve mai mancare. L’allenatore toscano avrà una serie di valutazioni da fare, la scelta non è affatto semplice. Anche se Allegri ha dimostrato in queste prime partite di saper rivalutare e rispolverare giocatori finiti nel dimenticatoio. Pirlo, Gattuso, Seedorf, Zambrotta e non ultimo Massimo Oddo. La prova contro gli azzurri è stata positiva, in primis in attacco. Se in difesa Oddo ha sofferto la mobilità del duo napoletano, con i funambolici Cavani e Lavezzi, in attacco ha dato segni di grande miglioramento. Dai suoi cross sono arrivati i gol di Ibra e Robinho. Il laterale ex Lazio si è fatto trovare pronto all’appuntamento. Segno che Allegri riesce a coinvolgere tutti allo stesso modo. Tutti si trovano immersi nel progetto “rinascita” del Milan. La società quest’anno punta allo scudetto e ha bisogno di ogni risorsa umana per riuscirci, anche quelle inaspettate e momentaneamente accantonate. Lo stesso Marco Amelia, chiamato in causa per la prima volta nel corso della stagione proprio contro il Real Madrid, ha dimostrato di essere all’altezza e di non soffrire l’esordio in Champions League. Indice di fiducia e serenità che l’allenatore e la società trasmettono all’ambiente rossonero. Sembra che al Milan tutti navigano verso la stessa direzione, con pochi screzi e molta intesa. Ci saranno sicuramente gli scontenti, ma il metodo Allegri per ora sta funzionando.