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Pellegatti: "Se rimane Furlani, via Allegri per Italiano e D’Amico. Petizione fa rima con disperazione”

ESCLUSIVA MN - Pellegatti: "Se rimane Furlani, via Allegri per Italiano e D’Amico. Petizione fa rima con disperazione”
Oggi alle 15:36ESCLUSIVE MN
di Francesco Finulli
fonte intervista di Antonello Gioia

Vigilia di una partita molto importante per il Milan che domani sera alle 20.45 a San Siro ospiterà l'Atalanta nella terzultima giornata di campionato: un impegno molto importante per i rossoneri che sono a caccia di punti cruciali per la qualificazione in Champions League. Al termine della conferenza stampa di Massimiliano Allegri che si è tenuta oggi a Milanello, la redazione di MilanNews.it ha intervistato il giornalista e tifoso milanista Carlo Pellegatti. Tutte le sue dichiarazioni.

Abbiamo provato a riferire al mister tutta la rabbia dei tifosi...

"Non avevo dubbi e sapevo già che sarebbe stata una conferenza stampa che non avrebbe suscitato ulteriori turbolenze. La linea di Massimiliano Allegri è sempre stata una linea molto vicina alla società, dai tempi di Berlusconi e Galliani, dai tempi di Agnelli, senza ovviamente creare mezze frasi e titoloni. Un amico mi ha sempre detto che le domande vanno fatte, poi arrivano le risposte che arrivano: però le domande le abbiamo fatte"

Come commenti il clima extra campo di questi giorni?

"Facile dire che non c'è più Berlusconi e non ci sono i soldi: è una sciocchezza perché Berlusconi non è arrivato lì per i soldi, anche economicamente ma con le idee, con la voglia e con la passione. Il pubblico del Milan non va sottovalutato in questo senso, non è la frase di Maria Antonietta: 'Il popolo vuole il pane, dategli la briosche'. Questa è la sensazione che emana la dirigenza: se loro mostrassero la passione, il pubblico se ne accorge subito e ti fa passare anche qualche risultato negativo. Berlusconi ha sempre vinto? È il come ha vinto. C'è una chiara dimostrazione: a loro non interessa vincere perché quando potevano aiutare il Milan a vincere a gennaio, hanno detto che non ci sono soldi. Non è più una discussione, questo è un dato di fatto. La petizione non è figlia del fatto che sta antipatico Furlani: non si vede il milanismo. Nel momento in cui si vedrà il milanismo, si potrà anche non acquistare nessuno a gennaio"

Anche Allegri è meno criticato perché il suo lavoro con passione lo fa?

"Non illudetevi troppo che Massimiliano Allegri rimanga. Io in questo momento mi auguro che rimanga, perché io sono allegriano, ma non sono ottimista. Se non si arriva in Champions non rimarrà sicuramente, se andassimo in Champions vorrei che rimanesse ma se mi dicessi di giocare dieci euro non li giocherei. Se rimane Furlani, no sicuramente dopo quello che è successo a gennaio. Cambiasse qualcosa, bisogna vedere cosa cambiera: ma adesso non sono molto ottimista"

E sul futuro di Tare? C'è il nome di D'Amico...

"Se rimane Furlani ci sono grosse chance che arrivi D'Amico con Italiano, anche se andassimo in Champions. Chiamare D'Amico e Italiano con la Champions e mandare via Allegri è una mossa che è difficile fare con questo mood e che a me non piace. Se dovesse andare via Furlani per me non vengono nè D'Amico, nè Italiano. È il sesto anno che a maggio abbiamo questi problemi: nell'anno dello Scudetto, abbiamo vinto e hanno rinnovato Maldini il 30 giugno; l'anno dopo lo hanno mandato via; l'anno scorso con l'incertezza su Pioli e con Fonseca e Conceicao"

Sulla petizione?

"Questa petizione sai con cosa fa rima? E chiudo, senza aggiungere altro: la parola petizione fa rima con disperazione"