TMW - Legrottaglie: "La crisi del calcio è una crisi di valori"

12.07.2018 00:24 di Simone Nobilini Twitter:   articolo letto 10107 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
TMW - Legrottaglie: "La crisi del calcio è una crisi di valori"

Un calcio italiano che vive nella più totale incertezza, non solo nelle categorie reputate minori, ma anche in Serie B. Di tutto questo, i microfoni di TuttoMercatoWeb.com ne parlano con Nicola Legrottaglie. 

Situazione incerta in casa Bari: da ex, cosa pensa della situazione?
"Da pugliese e da ragazzo che ha sempre amato il Bari, dove sono cresciuto anche calcisticamente, sono molto triste. Ma la cosa che fa più male non è tanto vedere il Bari in categorie che son poco per il suo valore, quanto l'incertezza imprenditoriale che si protrae da anni. Troppa poca chiarezza, quando basterebbe invece essere reali e leali, dicendo, a esempio "Abbiamo 100 e questo possiamo spendere": il progetto deve costruirsi pian piano. Mi auguro comunque il meglio per il club".

La crisi del calcio, forse per la prima volta, si palesa chiaramente anche in B. Perché?
"La crisi economica non è il vero problema del calcio italiano, è la crisi di valori il nodo di tutto, da qui parte poi la problematica economica. Andrebbero prima ristabilite delle regole morali, una giusta giustizia dove tutti rispettano le regole. E questo non è un giudizio, ma una considerazione che spero possa essere di buon auspicio".

Il commissariamento della FIGC può in tal senso incidere?
"Un commissariamento vuol dire mancanza di accordo, e quindi conseguente divisione che porta solo all'interesse persona. E qui è in ballo la credibilità di un sistema, di una nazione: e non contano i nomi, ma i principi universali, che dureranno per sempre".

L'arrivo di CR7 alla Juventus può però essere un punto di partenza del calcio italiano?
"Indubbiamente il calcio italiano ne guadagna a livello di immagine e di economia. Certo, le cifre sono esagerare, e in tal senso ho sentito molte lamentele, ma io prendo il meglio delle cose, e credo che la Juve sia una società modello. Negli anni ha potuto investire in un progetto che è poi culminato con l'arrivo di Cristiano Ronaldo, si dovrebbe semmai capire come ha fatto e riprovare. Spero che la Juve possa dare delle idee e delle informazioni per poter fare crescere il calcio italiano: non deve esser vista come una competizione, ma come un modello".