Da oltremanica insistono: Balotelli al Milan. L'Inter ha un'opzione ma il Milan è il sogno di Mario. Dopo Saponara la linea giovane potrebbe continuare in panchina. Si scalda SuperPippo?

Da oltremanica insistono: Balotelli al Milan. L'Inter ha un'opzione ma il Milan è il sogno di Mario. Dopo Saponara la linea giovane potrebbe continuare in panchina. Si scalda SuperPippo?MilanNews.it
© foto di Giulia Polloli
sabato 12 gennaio 2013, 13:40Milanello in rosa
di Giulia Polloli

Tra calciomercato e le votazioni per il presidente in Lega Calcio, quello appena passato è stato di certo un venerdì caldo per il nostro calcio. Il Milan con Galliani a mezzo servizio perché impegnato sui due fronti, ha rallentato le manovre di mercato, forse anche trincerandosi dietro le parole dell’amministratore delegato rossonero che ha reso “incedibile” Kevin Prince Boateng. Dopo un colloquio in via Turati di ben oltre due ore alla presenza di dirigenti, procuratore e tecnico rossonero, Prince si è dileguato salendo a bordo della sua macchina senza rilasciare  parole che potessero far presumere qualsivoglia decisione. Le voci riportavano di un’offerta del Galatasaray per il giocatore rossonero, smentita peraltro da Galliani nella giornata di ieri, ma non in modo del tutto convincente visto che per tutta la giornata è rimasto il dubbio sulla questione e ne sono nate  storie variopinte che hanno coinvolto anche  il destino dell’interista Sneijder. Un peccato l’ormai probabile si dell’olandese alla causa turca, un giocatore con le caratteristiche di Sneijder ora che Boateng ha successo anche come ipotetica seconda punta, poteva certamente far comodo ai meccanismi di gioco di mister Allegri. Non c’è ancora l’ultima parola, non siamo ancora ai titoli di coda nell’affare, anche se ormai appare sempre più palese che Boateng debba rimanere rossonero, Così sarà a meno che il termometro delle offerte non arrivi a segnare cifre febbrili per l’uscita senza sensi di colpa del talento da casa rossonera. In questo caso allora sarebbe palese il cambio di rotta sul mercato da parte dei timonieri rossoneri. Perché la sensazione ad oggi è che Galliani, Braida e lo stesso Berlusconi non vogliano stravolgere un Milan già stravolto dopo la sessione estiva del mercato. Le offerte per Antonini e Abate non sono ancora state seriamente considerate dall’entourage dei giocatori, anche se nel frattempo il Milan si era mosso in direzione di Zaccardo e Lodi, ma in entrambi i casi la concretezza dell’affare si è lasciata attendere.
Insomma un Milan abbastanza latente sul mercato forse in attesa del colpo di coda, sia in entrata che in uscita. Dall’Inghilterra le voci sul possibile approdo di Balotelli in rossonero non si esauriscono, per questo sembra ipotizzabile che l’affare che vorrebbe Robinho in uscita per far spazio all’arrivo di SuperMario non sia ancora del tutto accantonato. Anche se l’Inter sembra intenzionata a far lo sgambetto ai cugini facendo la voce grossa sull’opzione contrattuale di Balotelli.
La sconfitta in Tim Cup contro la Juventus ha poi evidenziato le lacune difensive che il Milan non è riuscito ad arginare dopo l’uscita di Nesta e Thiago Silva. Mexes è stato artefice di una prova assolutamente al di sotto di quelle che erano le speranze che il Milan aveva riposto nel giocatore ex Roma. Forse l’apprendistato agli ordini dei senatori di difesa rossoneri è stato troppo breve e il precario Mexes non ha acquisito la manualità necessaria a guidare i movimenti in loro assenza.

Acerbi contro la Juventus è apparso insicuro, ben oltre quello che sarebbe consentito. L’assenza di Bonera e il continuo variare degli interpreti, ai quali si aggiungono Yepes e Zapata, fanno dello schieramento difensivo rossonero una formazione adatta più al Bolshoi che ad un campo da calcio. Tanto da far rimpiangere lo schieramento al centro di De Sciglio, che alla prima nella scala del calcio è stato quasi impeccabile. Galliani ha ragione quando dice che come numeri il centro della difesa non ha bisogno di ritocchi, ma forse ha sorvolato sulla quantità di reale talento che in questo momento almeno vive di ritmi altalenanti.
Stesso discorso valga per il centrocampo rossonero. lI capitano, Ambrosini, ha lottato come un leone in mediana,  ma gli si può chiedere di rimanere ad altissimi ritmi per la restante parte di stagione? L’affaticamento muscolare che l’ha fermato ha risposto per noi. Muntari, che ha rinunciato alla Coppa d’Africa, rimane però ancora lontano dalla condizione utile a non far rimpiangere De Jong che poi, è diventato imprescindibile solo a stagione in corso. Quindi forse un innesto a centrocampo, o più di uno, sarebbe addirittura una manna dal cielo per la formazione di Allegri, sempre più rassegnato a dover far la conta degli uomini in ogni reparto.
E lui stesso è stato messo in bilico per l’ennesima volta in questa stagione. Le parole lapidarie di Berlusconi però possono essere interpretabili in modi assolutamente diversi. Io credo che chiunque ora, al posto di Allegri, non potrebbe fare diversamente. Si vocifera di una tentazione corrispondente al nome di Prandelli per il futuro della panchina rossonera, vista l’impossibilità di raggiungere l’ingaggio di Pep Guardiola, vero sogno nel cassetto di Berlusconi. Il Milan deve dunque avanzare il più possibile con le armi a disposizione, cercando di valorizzare i giovani, ai quali a luglio verrà aggiunto il talento empolese Saponara e tra i quali in molti vorrebbero annoverare anche Perin.
La linea giovane è diventata il progetto su cui sommettere. A questo punto perché non scommettere anche su un giovane in panchina?  L’ombra di Inzaghi potrebbe improvvisamente materializzarsi?