Cardinale a La Repubblica: "Siamo solo a un quarto del percorso. A gennaio saremo opportunisti, ma non spenderà come un marinaio ubriaco"

Cardinale a La Repubblica: "Siamo solo a un quarto del percorso. A gennaio saremo opportunisti, ma non spenderà come un marinaio ubriaco"MilanNews.it
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Oggi alle 09:50News
di Lorenzo De Angelis
Le dichiarazioni di Gerry Cardinale a La Repubblica

All'indomani della presentazione del Generali Stadium, e alla vigilia del derby di Milano, il proprietario del Milan Gerry Cardinale ha parlato anche ai taccuini de La Repubblica. Di seguito alcuni estratti delle sue dichiarazioni. 

Quanto ci vorrà per risalire?
"Siamo solo a un quarto del percorso. A gennaio saremo opportunisti, ma avete conosciuto il mio stile: quando voglio un giocatore, faccio tutto il possibile per prenderlo. Questo non significa spendere soldi come un marinaio ubriaco, però non perderò tempo".

Dove agirete?
"Dobbiamo rinforzare la panchina. Vogliamo giocare l'Amorim-ball, ritmo alto e transizioni veloci. I ragazzi corrono tanto, bisogna poterli ruotare". 

A bordo ci sarà un nuovo head of football? Si parla di Krösche.
"Tutti discutono del Ceo del calcio come fosse Mosè che scende dalla montagna! Sto parlando con Krösche e altri mille. Non ho trattative accelerate con nessuno". 

Come cambierà la gestione del club?
"Non sono un professionista del calcio, sono un proprietario. Però chi arriverà dovrà lavorare con me, non sparirò più. Ho perso quattro anni, sono furioso per quel tempo perso. Non consegnerò mai più le chiavi del Milan a nessuno".

leri è stato presentato il nuovo stadio.
"Una dichiarazione al mondo, stiamo facendo di tutto per tornare ai vertici. Quando avremo finito, vorrei prendere il gruppo di professionisti che ci sta lavorando, creare una società e metterla a disposizione della Serie A per aiutare gli altri a costruire i loro impianti. Bisogna migliorare il prodotto. Quando parlo con i distributori tv americani, mi dicono che vogliono solo Premier e Champions. Questo è un problema".

È critico con la A.
"La Serie A è come Hollywood prima di Netflix. Disney, Paramount e War-ner Bros erano convinte della loro superiorità. Poi è arrivata Netflix e le ha travolte. Il calcio italiano deve capire perché non è più la Premier. Senza cambiamento non si torna a vincere".

Domani il derby contro l'Inter.
"Rispetto Marotta e l'Inter. Hanno attraversato cambi di proprietà e difficoltà senza perdere un colpo. Anche quando è andato via Inzaghi, non si sono fermati. Si sono meritati di essere dove sono. Sì, perdo il sonno pensando all'Inter. Ma mi piace la competizione sono fiducioso, è solo questione di tempo prima che torniamo a essere migliori di loro".

Ormai è spesso a Milano: si è ambientato?
"Sto pensando di comprare una casa qui. Vorrei godermi la città, andare a cena alla Langosteria, passeggiare in Montenapoleone".

Cosa farete con San Donato?
"Abbiamo tutto predisposto per avviare i lavori per un'arena da 20 mila posti Nba Europe, vogliamo esserci con una franchigia a Milano. Ho ambizioni anche nel tennis".