Di Stefano: "Non è colpa di Giampaolo, dei giocatori né società. E' un discorso progettuale"

22.09.2019 18:04 di Luca Vendrame   Vedi letture
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Di Stefano: "Non è colpa di Giampaolo, dei giocatori né società. E' un discorso progettuale"

Peppe Di Stefano, su Sky Sport 24, ha parlato del Milan nel day after del derby della Madonnina: "Nessuno pensava di essere a questo punto dopo due mesi di stagione, dove il Milan ha 6 punti su 12 disponibili e ha incontrato Udinese, Brescia e Verona che non sono le prime della classe, e l’Inter in casa, con il proprio pubblico e non quello dei nerazzurri. Il Milan ha un gioco clamorosamente povero in termini di idee: ieri è sembrata una squadra, nonostante Giampaolo non fosse d’accordo con la nostra analisi, senza anima, perché dove non arrivavano le idee non arrivavano le gambe, forse non arrivava neanche la voglia o forse non arrivava l’organizzazione. Ma non è colpa di Giampaolo, né dei giocatori, né forse della società. Forse il Milan è qualche gradino indietro rispetto all’Inter, è un discorso progettuale. Il problema, da quel che ho capito, è che alla società va bene oggi il mancato ottenimento dei risultati, perché potevi preventivarlo, però devi intraprendere una strada. E se la strada è quella, a prescindere dai moduli, bene. Non deve essere il Milan dell’anno scorso, deve essere un Milan giovane, pratico, bello e fresco. E allora bisogna cambiare qualcosa, perché il Milan degli ultimi 20 minuti, con Hernandez in difesa, con Leao in attacco, che ha fatto molto bene, con Rebic, probabilmente sarebbe un Milan che può avere prospettiva. Non che quello attuale non ne abbia, ma quello attuale è questo. Nel bene o nel male vince con le piccole e perde con le grandi, è un po’ il Milan dell’anno scorso. Adesso è arrivato probabilmente il momento di invertire la rotta e secondo me arriveranno dei cambiamenti. Che poi ne arriverà uno a settimana, che poi sarà numerico con i cambi di modulo, ma è stato un Milan troppo brutto per essere vero ieri. Brutta la fase difensiva, quella offensiva: un Milan che non sembrava meno bravo dell’Inter a livello tecnico e tattico, ma anche a livello di voglia e probabilmente che noi viviamo Milanello e sappiamo che così non è, probabilmente bisogna cambiare qualcosa."