MN - Bergomi: "Avere una stabilità societaria che mette tutti gli altri nelle condizioni di poter lavorare è la cosa più importante"

MN - Bergomi: "Avere una stabilità societaria che mette tutti gli altri nelle condizioni di poter lavorare è la cosa più importante"
Oggi alle 14:29News
di Manuel Del Vecchio
fonte dal nostro inviato Lorenzo De Angelis

A margine della conferenza stampa di apertura del 5° Memorial Franco Chignoli a Palazzo Lombardia, la redazione di MilanNews.it ha intervistato Beppe Bergomi. Le sue parole sul momento difficile dei rossoneri, che ieri sera hanno perso a San Siro contro l’Atalanta.

Come ti spieghi questo momento del Milan?

“L’aspetto mentale è importante. Anche io ho giocato quando il tuo stadio ti fischia o rumoreggia, io lo chiamo il brusio di San Siro, ed è difficilissimo. Ci siamo passati tutti. A quel punto ci vuole personalità e ci vuole carattere. Bisogna aggrapparsi ad un gioco, a quello che ti sei portato dietro per tutto l’anno. E non è facile. Ma tutto nasce da quando non hai visto più l’obiettivo principale. Cioè lo scudetto”.

Il Milan sognava lo scudetto?

“Dico di sì, perché quando vinci il derby, poi l’Inter pareggia con l’Atalanta, il Milan va a Roma con la Lazio e perde… Forse lì ha capito che magari non poteva raggiungere quell’obiettivo. E pensava di averlo in tasca la qualificazione in Champions. Invece il calcio è imprevedibile, la testa comanda tutto il resto, e in questo momento il Milan paga questa situazioni”.

Società, allenatore, squadra: chi è il principale responsabile?

“Per tirare le somme bisogna aspettare fine campionato perché il Milan ha il destino nelle proprie mani. Se fa sei punti e va in Champions rispetto all’anno scorso c’è stato un percorso positivo. Io penso che in estate, adesso è facile, scelta dell’allenatore, Igli Tare, scelta di alcuni giocatori… Bisognava ripartire da qualcosa di solido e Allegri te l’ha dato. Poi certo, nel momento di difficoltà la squadra non è stata brava a reagire. Di distribuire colpe non me la sento. Una volta sfumato l’obiettivo principale e con uno stadio che rumoreggia… Da quello che mi dice Peppe Di Stefano ogni anno il Milan, in questo periodo qua, c’è sempre un po’ di contestazione. Penso sempre che la società sia la cosa più importante: avere una stabilità societaria che mette tutti gli altri nelle condizioni di poter lavorare”.

Il Milan è ancora la squadra favorita per il quarto posto?

“I bonus sono finiti, adesso c’è da vincere. E abbiamo visto che quando sei in un trend negativo è difficile invertirlo. Il Milan ha anche cercato ieri di far scelte diverse, poi dopo Pulisic non è stato bene e ha giocato Leao. Però fuori Fofana, fuori Jashari… Ha fatto dei cambiamenti. Quando se in un trend negativo c’è una cosa che io chiamo momento di rottura. Anche forzare dei cambiamenti non ha funzionato, quindi adesso devono star sereni per cercare di trovare quella compattezza che hanno sempre avuto per 28 partite”.

Per il futuro meglio dare continuità oppure cambiare?

“La vita ci dice che la storia è di chi dà continuità. Siamo in un mondo e in un calcio in cui si consuma tutto molto velocemente, quindi non si ha la pazienza di aspettare. Secondo me per il Milan sarà importante la qualificazione in Champion per pianificare”.