MN - Bonfanti sul Milan: "Essersi ridotti ogni anno ad individuare il giocatore da cedere, è una cosa inaccettabile"
Il Milan cerca disperatamente la qualificazione alla prossima Champions League, basterebbero sei punti nelle prossime tre partite, ma l’ambiente è di nuovo in subbuglio: c’è enorme insofferenza verso Gerry Cardinale e Giorgio Furlani, e domenica sera a San Siro è pronta una nuova contestazione del tifo organizzato. Ne abbiamo parlato con Francesco Bonfanti di Netweek. Un estratto delle sue dichiarazioni:
I risultati sportivi della gestione RedBird-Furlani infatti non sono così entusiasmanti… Cambiare AD sarebbe funzionale al futuro del club?
“La base di partenza è che quando hai a che fare con un fondo, hai a che fare con persone che non si occupano di calcio e di sport ma si occupano soltanto di denaro, quindi tutto ruota intorno al conto economico del club. Che Furlani abbia fatto un buon lavoro risanando quella che, a loro dire, era una situazione drammatica quando hanno preso il club è un dato di fatto. Però è stato fatto attraverso il cosiddetto player trading, che è lo strumento principale di chi si occupa di fondi. Questa è una cosa per certi versi drammatica: la tua forza non nasce dalle vittorie e dal campo, ma ti si crea attraverso solo il player trading, la cessione dei calciatori più forti, che è un po’ l’anticalcio dal punto di vista del tifoso. Il fatto di essersi ridotti ogni anno ad individuare il giocatore da cedere sul mercato, così si fa la plusvalenza e così si sistemano i conti è una cosa inaccettabile. Il fatto che un club debba essere virtuoso siamo perfettamente d’accordo, perché non siamo più nei tempi dei Berlusconi e dei Moratti. Oggi c’è una maggiore attenzione da parte della UEFA con il FPF. Tutte cose giuste e corrette, ma non può essere questo il metro di valutazione di un fondo. Sistemare i conti vendendo i più forti non è la strada”.

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