Ordine: "Marotta parla con Giorgetti e Malagò: Milan e Juve portate a spasso da lui. C'è distanza così tra l'Inter e le rivali"
Franco Ordine, giornalista, si è così espresso a Number 1 Podcast sulle dirigenze delle big italiane: "Ausilio è il miglior DS in circolazione, Marotta è il più preparato, attento e concentrato dei dirigenti in circolazione ed è evidente. Si apre la crisi politica del calcio, c'è un solo presidente che prende l'iniziativa, va a Roma e va a parlare con Giorgetti per evitare che la politica metta le mani sul calcio. Parla con Malagò e gli propone di scendere in campo e di assumere la presidenza della Federazione. Questo vuol dire fare benissimo il proprio mestiere. Milan e Juve prima sono state portate a spasso da Marotta, hanno tentato una manovra di distrazione obiettivamente da dilettanti allo sbaraglio andando a proporre a Galliani di candidarsi contro Malagò. Avendo capito che era una battaglia sbagliata e fuori tempo, si sono accodati a Malagò. Questo dimostra che finché c'è questa distanza operativa tra Marotta e i suoi concorrenti, l'Inter vivrà di rendita per 4-5-10 anni".
LE PAROLE DI MALAGO
Dopo aver incontrato nella sede della Lega in via Rossellini i principali esponenti delle 20 squadre di Serie A, il principale candidato alla presidenza della FIGC Giovanni Malagò è intervenuto in conferenza stampa per rispondere alle domande dei media presenti. Di seguito alcuni estratti del suo intervento.
Gravina, con il 98,7% dei voti, non è riuscito a fare riforme. È disposto a barattare la non elezione pur di non fare accordi con tutti?
"Assolutamente sì. Non si tratta di pesare o di soppesare niente: io non mi sono candidato e tantomeno auto-candidato, né ho chiesto alla mia componente di candidarmi. Non ho componente: sono un signore con un mio percorso, ognuno lo può giudicare come ritiene. Non ho interessi in merito: credo di essere uno che sa parlare alle persone. Poi anche io ho chi non mi ama o chi magari ha una considerazione diversa sull'ipotesi di candidatura. Però se c'è uno che passa per avere buone relazioni tra le persone sono io. Secondo me la parola 'compromesso' va sostituita con 'convincimento': all'interno del CONI, con le debite eccezioni, hanno saputo coesistere sport con anime molto diverse. Se uno vince e gli altri perdono, onestamente, entri in un contesto in cui devi remare per ottenere un certo tipo di obiettivo e invece ti prosciughi dietro altre situazioni. Quello che è sicuro, questo mi sento di dirlo, è che purtroppo c'è una parte sportiva e c'è una parte finanziaria. Le idee sono fondamentali, però gli investimenti e gli impegni di spesa lo sono altrettanto. Se la Federazione e il motore economico, cioè la Serie A, sono in condizione di essere maggiormente soddisfatte, si è in condizione di rendere anche le altre componenti più contente. Se invece è un ragionamento di mantenimento degli status e della sostenibilità, l'equilibrio è complicato. Poi salta tutto al primo problema, che sono i risultati sportivi. La metto in un altro modo: facciamo conto che le società di Serie B e Serie C guadagnino tutte, e sappiamo benissimo che non è così. Facciamo conto che l'impiantistica sportiva del Paese sia di prim'ordine, e non mi fate dire qual è la realtà. Facciamo conto che il calcio sia davanti ad altre discipline a livello sociale. Bene: se non andiamo al Mondiale e le squadre, pur con eccellente bilancio, non vanno avanti nelle coppe, il giudizio resta positivo? Non penso. Cerchiamo di tenere conto dell'aspetto sportivo, fondamentale, senza buttarci in una condizione che non siamo in grado di reggere".

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