Sacchi: "Ero un signor nessuno e vivevo di calcio e valori. Siamo diventati più bravi di quello che eravamo"

19.06.2019 17:24 di Matteo Calcagni Twitter:    Vedi letture
© foto di Giovanni Padovani
Sacchi: "Ero un signor nessuno e vivevo di calcio e valori. Siamo diventati più bravi di quello che eravamo"

Arrigo Sacchi, intervenuto a TMW Radio, ha parlato del libro presentato lunedì, biografia che racconta l'anno 1989 al Milan: "Racconta di una squadra che si dice ci sia una connessione tra la grandezza del sogno e dei risultati. Mai nessuno di noi aveva sognato certe cose, ossia di essere la squadra di club più grande di tutti i tempi. In Europa si parlava di un serpente velenoso. Credo che faccia bene al calcio italiano parlarne. E poi è una speranza per tutti. Ero un signor Nessuno, vivevo di calcio e di valori. Questa è la differenza rispetto ad oggi. Era una squadra dove nessuno giocava per sè. Eroi sono tutti quelli che fanno quello che possono fare. Dalla mia vita ho avuto solo una certezza: che si poteva fare di più e meglio. Questo è stato il mio modo di vivere. Tutti siamo diventati più bravi di quello che eravamo. Nessuno pensava di diventare così grande. Gullit? Aveva una grande personalità, ci siamo aiutati a vicenda. Tutti erano bravi, collaboravano tutti. Se l'Italia (come Paese) facesse squadra come quel Milan, sicuramente la nostra situazione sarebbe migliore. La differenza non è vincere ma come vinci. Ero innamorato dell'Ungheria, del Real e dell'Ajax, di tutte le squadre che giocavano all'attacco. Oggi cerchiamo di copiare cosa c'è di moda al momento, senza averne la convinzione e le conoscenze".