Stylsvig: "Se dici ai tifosi 'No, non compreremo superstars, ma le creeremo', loro saranno più orgogliosi di fare parte di quest’avventura"

22.09.2022 20:17 di Antonello Gioia  Twitter:    vedi letture
Stylsvig: "Se dici ai tifosi 'No, non compreremo superstars, ma le creeremo', loro saranno più orgogliosi di fare parte di quest’avventura"
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L'esperto di business sportivo, Joe Pompliano, sul proprio canale YouTube, ha intervistato Casper Stylsvig, Chief Revenue Officer del Milan, il quale si è così espresso sulla crescita della squadra post Scudetto: "La parte interessante del calcio europeo è che storicamente i club siano di proprietà di miliardari locali e che lo facciano per passione. Purtroppo non è un modello sostenibile: i primi due anni qui non eravamo particolarmente apprezzati dai tifosi perché non avevano realizzato il motivo per cui stessimo facendo queste cose. Il mondo del calcio è cambiato: la competizione è difficile, gli stipendi anche. Se mantieni la strategia rimarrai lontano dalla pressione dei fan, dei media o da agenti esterni. Abbiamo cambiato il modo di fare calcio, soprattutto in Italia. Non è stato un ‘viaggio’ facile. Il Milan era un marchio enorme che è stato in declino per un decennio. Nel 2003 il club aveva gli stessi introiti del Real Madrid. E come qualsiasi azienda non si possono perdere 200-300 milioni di euro l’anno. Se dici ai tifosi 'No, non compreremo superstars, ma le creeremo', loro saranno più orgogliosi di fare parte di quest’avventura. Siamo molto orgogliosi di quello che stiamo facendo. Abbiamo la squadra più giovane in Serie A ed una delle più giovani in Champions League. Tutto ciò non sta nascendo dal nulla".

"Abbiamo visto che sul lato della vendita al dettaglio e dell’e-commerce c’è stata una grandissima crescita. Ma penso che la cosa più importante sia mostrare al mondo che la tua strategia sta funzionando bene. Vediamo che c’è più interesse quando sei campione, ma ciò non può accadere tutti gli anni, perché è incerto, quindi devo sapere rimodulare il mio lavoro. Ovviamente dobbiamo cogliere l’occasione, ma se non vinciamo non voglio sentire scuse perché non vendiamo".