40 milioni per un giocatore? Con Rangnick mai acquisti come Paquetà e André Silva

03.06.2020 17:00 di Matteo Calcagni Twitter:    Vedi letture
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40 milioni per un giocatore? Con Rangnick mai acquisti come Paquetà e André Silva

In queste settimane si sta provando a delineare quale sarà, negli uomini e nei meccanismi, il probabile nuovo Milan di Ralf Rangnick, primo (ed unico?) candidato alla guida della squadra del futuro. Al club rossonero sono stati accostati diversi nomi, con alcune trattative già confermate, eppure bisogna considerare un aspetto molto importante: il manager tedesco, nella sua carriera, ha speso sempre pochissimo per i propri club. Ovviamente al Milan si troverebbe a gestire un budget più alto, con la possibilità di acquistare giocatori già affermati (vedi Szoboszlai), tuttavia appare complicato che abbandoni del tutto la sua filosofia. Difficile che il suo Milan possa scegliere di pagare 30/40 milioni per un singolo giocatore, non tanto per basse ambizioni, ma perché quasi sempre esistono elementi meno costosi che possono offrire il medesimo contributo. Acquisti come Paquetà, Piatek, Bonucci e André Silva, anche in relazione alla situazione a bilancio, sarebbero stati bocciati a priori dal "Professore".

MAI SOPRA I VENTI - Con Ragnick al timone nessun acquisto ha mai superato i venti milioni di euro, tant'è che la maggior parte si sono assestati entro i dieci. Timo Werner è costato 10 milioni di euro, Mané 4 milioni, Sabtizer 2 milioni, Keïta 1.5 milioni, Kimmich 500.000 euro... Ovviamente non tutti i giocatori scelti dal tedesco si sono poi trasformati in galline dalle uova d'oro, ma questa problematica accomuna qualsiasi dirigente sportivo che si affaccia al mercato. La differenza sostanziale è che Rangnick ha quasi sempre pescato prima degli altri, permettendo ai suoi club di individuare profili affidabili a prezzi assolutamente abbordabili. Per tale ragione, anche ipotizzando budget inferiori a quelli citati in queste settimane, non è difficile credere che il nativo di Backnang possa tranquillamente completare la campagna acquisti.

TRA LIPSIA E MILAN - Il Milan non è il Lipsia del 2012 (era in quarta serie), ma il Lipsia ora è terzo in Bundesliga e con due piedi nei quarti di Champions, il Milan invece è settimo in Serie A ma con una partita in più rispetto a Verona e Parma. Questo cosa significa? In questi anni il club tedesco ha saputo lavorare con calma e valorizzarsi, i rossoneri invece sono crollati mano a mano tra gestioni discutibili, cambi di proprietà e schizofrenia decisionale. Se Rangnick arrivasse non bisognerebbe stupirsi se tra gli acquisti, oltre a qualche elemento individuabile anche dagli addetti ai lavori, arrivassero anche diversi giocatori a costo vicino allo zero. Anche l'ambiente dovrà rendersi conto che basso o bassissimo prezzo non sempre fa rima con "bidone", perché un progetto del genere avrà bisogno di tempo ma porterà il Milan a risultati sicuramente migliori rispetto a quelli ottenuti negli ultimi otto anni.