Affare Robinho: un colpo da vecchio Milan
Nessuno, durante la trattativa per portare Zlatan Ibrahimovic al Milan, si sarebbe mai immaginato che, oltre allo svedese, potesse arrivare anche il talentuoso attaccante esterno del Manchester City e della Nazionale brasiliana, Robinho. La prima voce, sul contatto tra il Milan e l’epurato dei Citizens, si era sparsa quando la trattativa per lo svedese sembrava essere ad un punto di stallo tant’è che lo stesso Galliani lo aveva indicato come alternativa a Zlatan. Ma il viaggio lampo di Braida a Manchester aveva destato più di un sospetto e, tra i tifosi più ottimisti, si era sparsa l’idea secondo la quale il Milan avrebbe potuto prendere entrambi.
Una coppia d’assi che è rimasta incompleta fino a quando, il presidente Berlusconi, non ha fatto intuire, nel post Milan-Lecce che la possibilità dell’arrivo di Binho a Milano era molto più di un’ipotesi che, il 31 agosto, si è tramutata in realtà. Un’operazione vecchio stampo, condotta nell’ombra dalla vituperata dirigenza milanista, un’operazione tenuta in gran segreto e che non ha dato il tempo materiale alle altre squadre di poter imbastire una trattativa alternativa a quella rossonera o comunque agire sul mercato in modo tale da rispondere ai due colpi. Un “uno-due” importante a dimostrazione che, quando c’è la disponibilità economica, le grandi operazioni vanno in porto.

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